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Ponsacco, la casa da abbattere diventa motivo di scontro politico

Ponsacco, la casa da abbattere diventa motivo di scontro politico

L’opposizione attacca: «Disastro amministrativo»

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PONSACCO. La casa da abbattere diventa un caso politico a Ponsacco. Il capogruppo di Insieme cambiamo Ponsacco, Federico D’Anniballe ha intenzione di portare in consiglio comunale il caso dell’abitazione costruita dalla famiglia Cerretini lungo via delle Colline per Legoli di fronte a Villa Riccardi Toscanelli. Proprio per la vicinanza con la vegetazione all’interno della recinzione della villa è considerata abusiva. Almeno stando alla sentenza del Consiglio di Stato che ha ordinato la demolizione al Comune di Ponsacco. D’Anniballe definisce questa vicenda «un disastro amministrativo riguardante la pianificazione urbanistica del territorio comunale».

«Intendiamo ottenere risposte su come si è giunti a questo paradosso, una costruzione dapprima autorizzata e subito dopo, una volta eretta, da demolire – spiega il rappresentante del gruppo di opposizione alla giunta guidata dalla sindaca Francesca brogi –. A quali conseguenze porterà tutto questo? Potrà il proprietario all’esito della demolizione rivalersi in termini risarcitori sul Comune essendosi affidato su di un permesso di costruire che non poteva e non doveva essere rilasciato?».


Secondo D’Anniballe, «anche in termini processuali, la condotta tenuta dall’amministrazione comunale è contraddittoria e non immune da censure. Non lo diciamo noi ma i giudici del Consiglio di Stato, a fronte della sentenza di annullamento del premesso di costruire, una volta divenuta definitiva, l’amministrazione è rimasta inerte mancando di emanare i conseguenti provvedimenti finalizzati alla demolizione dell’edificio; questo ha determinato un ulteriore giudizio, quello appunto per l’ottemperanza coattiva della sentenza, che ha determinato ulteriori, evitabili, spese processuali a carico della nostra amministrazione, quelle per la difesa in giudizio e quelle per la soccombenza». Dopo la seconda sentenza del Consiglio di Stato, la famiglia Cerretini ha presentato un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) che non ha concesso la sospensiva dell’ordinanza di abbattimento del Comune di Ponsacco.

Il consigliere cita le motivazione della sentenza del Consiglio di Stato che parlano di «elusione» del giudicato. E cita anche le disposizioni che prevedono sanzioni nei confronti del Comune in caso di «eventuale ulteriore inerzia dell’amministrazione comunale con la nomina di un commissario e la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale penale competente e alla Procura regionale della Corte dei conti, degli specifici comportamenti degli amministratori e funzionari, con conseguente danno erariale».

«All’approvazione in consiglio del nuovo Piano strutturale del Comune – dice ancora D’Anniballe – ci dimostrammo critici su alcuni aspetti in tema di vincoli sulle aree boscate. Questa parte del piano fu rimandata ad approfondimenti. Ci auguriamo che siano stati risolti o che vengano risolti a più presto onde evitare che assurde vicende come queste si ripetano».

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