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Pontedera, muore a 52 anni operatrice sanitaria del carcere don Bosco
Il decesso all’ospedale di Cisanello dov’era ricoverata: lascia due figli
PONTEDERA. Un sorriso sincero, schietto. Che non faceva sconti. Tipico di chi ha nel sangue l’origine della terra più bella e al tempo stesso dura, la Sardegna. Però Maria Elena Manca abitava a Pontedera da tantissimi anni. Qui aveva trascorso la gioventù e sempre qui aveva formato la sua famiglia. Due figli splendidi, un maschio e una femmina e una mamma sorridente anche lei, malgrado i problemi della sua “bambina”. Perché la 52enne era malata. Stava cercando di portare avanti la sua vita nonostante il grosso fardello che si portava dietro. Un male pesante da sopportare che alla fine è stato più grande di lei. L’operatrice socio sanitaria che lavorava anche nel carcere don Bosco di Pisa è morta all’ospedale di Cisanello dov’era ricoverata.
La salma è esposta alla cappellina mortuaria della Pubblica assistenza di Pontedera, dove resterà fino a oggi (giovedì 20) quando alle 11 sarà celebrato il funerale per l’ultimo saluto a una donna molto conosciuta nella città della Vespa e della quale in tantissimi conserveranno un ricordo commosso.
Perché Maria Elena era una di quelle persone che non passano inosservate. Un po’ intimoriva per il suo atteggiamento sempre a testa alta, sicura di sé. Dava l’idea di essere una donna decisa ad andare dritta per la sua strada, senza guardarsi troppo indietro o vivere di ricordi e rimorsi. Ma chi riusciva a instaurare un rapporto di amicizia sapeva di avere a fianco un aiuto incondizionato.
Gli ultimi tempi della malattia si è circondata solo delle persone a lei care. Familiari più stretti, i veri amici con i quali coltivava il rapporto da sempre. Ma soprattutto lei ad affrontare a testa alta un male oscuro, inesorabile. Che lunedì l’ha portata via dall’affetto di chi le ha sempre voluto bene.
Stamani l’addio a Maria Elena nella chiesa più importante di Pontedera, territorio in cui abitava nella frazione di Santa Lucia dove la notizia della sua morte è stata presa con grande commozione da parte dei residenti. Una piccola comunità scossa dal dolore per la perdita di una mamma che dava sempre tutto per i loro figli. Una bruttissima notizia per chi l’aveva frequentata in gioventù, condividendo le storie tipiche di chi cresce divertendosi ma con lo sguardo fisso verso il futuro. E che ora vivrà nel suo ricordo.
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