Il Tirreno

Pontedera

La tragedia

Morta a 24 anni nel frontale: la curva e poi lo schianto contro il camion. I ricordi: «Dal nostro prato è stato strappato un fiore»

di Giacomo Bertelli
Morta a 24 anni nel frontale: la curva e poi lo schianto contro il camion. I ricordi: «Dal nostro prato è stato strappato un fiore»

L'incidente sulla nuova 429, nel comune di San Miniato. Silvia Verdiani abitava a Gambassi ed era una studentessa. Aveva lavorato al pre-scuola delle elementari di Certaldo

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SAN MINIATO. Una lingua d’asfalto che taglia la Valdelsa tra Empoli e Poggibonsi. Un tratto di viabilità rifatta da poco tempo ma che ha una triste storia d’incidenti e di morti. E ieri si è aggiunto un nuovo capitolo della strada 429. La Citroën C3 su cui viaggiava verso Empoli la giovane Silvia Verdiani si è scontrata frontalmente con un camion diretto a Castelfiorentino. Uno schianto tremendo nel mezzo alla campagna che in quel punto appartiene al comune di San Miniato. Lamiere che si accartocciano. La parte bassa della motrice che spinge l’autoarticolato subisce un danno rilevante. L’anteriore dell’auto viene letteralmente distrutta dall’urto. La scena è agghiacciante. E per la studentessa di Gambassi il decesso avviene sul posto.

Impossibile sopravvivere a un incidente su cui indagano gli agenti della polizia municipale di San Miniato. La dinamica è ancora in corso, ma in quel tratto a una corsia per senso di marcia vicino a una curva potrebbe essere stata fatale una disattenzione. I volontari della Misericordia di Empoli non hanno fatto altro che gestire una situazione in cui non c’era più niente da fare. I vigili del fuoco del distaccamento di Castelfranco hanno estratto dall’abitacolo il corpo della ragazza ormai senza vita. In mezzo il silenzio dovuto anche alla chiusura, da parte della Municipale, delle due rotatorie in mezzo a cui è avvenuto lo schianto. Un metodo per consentire ai soccorritori di lavorare in tranquillità e per evitare lo choc agli automobilisti in transito di una salma accuratamente coperta a bordo strada.

Un lutto che, fatalmente, scuote la piccola comunità di Gambassi Terme e che lascia nello sgomento la famiglia e gli affetti più cari. Perché la scomparsa di Silvia Verdiani apre una ferita impossibile da ricucire e allo stesso tempo allunga il numero di coloro che hanno perso la vita lungo la 429.

Silvia aveva 24 anni – era nata il 22 giugno del 1998 – e frequentava l’università telematica Pegaso, puntando ad approfondire il suo percorso di studi in scienze dell’educazione e della formazione. Fino allo scorso anno scolastico aveva lavorato con la cooperativa empolese Geos, occupandosi del pre scuola dei bambini alle elementari di Certaldo. Una giovane che, fra studi e lavori, aveva già le idee molte chiare sul percorso da affidare alla sua crescita. Nel 2019 aveva collaborato come barista per la catena Arnold Coffeee, mentre nel 2020 un anno all’azienda di ricami, la Marval, nel comparto pulizia tessile. A partire dal 2021 poi il grande salto nella scuola, dove ha affiancato i suoi studi universali, prima di diplomarsi all’Enriques di Castelfiorentino. Fra i suoi progetti, oltre la scuola, anche un titolo legato al graphic designer.

Fra i tanti messaggi che sono arrivati di cordoglio, vi è quello della società sportiva Usd Gambassi Terme, che si stringe attorno al dolore del padre Sergio che per la società di calcio svolge il ruolo di fisioterapista, lavoro con cui è molto conosciuto nella zona.

Tra i messaggi di cordoglio anche quello del sindaco, Paolo Campinoti che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un pensiero per Silvia, scegliendo di non inserire immagini della ragazza: «Un dolore così non ha né forma né colore è troppo per qualsiasi rappresentazione gli si voglia dare È un momento terribile per la nostra comunità. Una nostra figlia, Silvia, piena di vita e di anni davanti, ci ha lasciati. Non riesco, per pudore, a dire niente di più su quanto mi sia arrivato della sofferenza dei suoi cari. Sua madre Monica, suo padre Sandro, i suoi nonni, gli amici e i parenti. Noi siamo una piccola comunità e questi ragazzi sono tutti un po’ figli in questa grande famiglia. Dal nostro prato è stato strappato un fiore. Ora c’è solo spazio per le lacrime».

Parole che colpiscono duro, come un pugno nello stomaco. E che fanno il paio con l’ex datrice di lavoro della 24enne. Anche queste molto commoventi. «Che tragedia, impossibile da accettare – ha detto Patrizia Calosi, vice presidente della cooperativa Geos –. L’avevo sentita a settembre. Chiedeva se c’erano occasioni per qualche lavoro da poche ore. Studiava e le bastava poco. Ma non ci posso credere che sia morta. Sono andata a rileggermi i messaggi che ci scambiavamo. Ed è stato un dolore immenso». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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