Il presidio
Golena, non è ancora finita: l’idea per salvare il locale sull’argine di Pontedera
Altro incontro in programma: possibile ingresso di nuovi investitori
PONTEDERA. Slitta la decisione sul Golena. L’apertura o la chiusura definitiva dello spazio a pochi metri dall’Era, racchiuso tra il Ponte Napoleonico e la Tosco Romagnola non è ancora stata presa dai proprietari degli otto locali pontederesi che da tre anni si incontrano e animano, durante le belle serate d’estate sotto le stelle, questo spicchio di argine.
«Non vogliamo essere precipitosi – spiega Luca Sardelli, amministratore di Golena – perché non vogliamo rinunciare a un’esperienza che ci ha appassionato. L’unica speranza che abbiamo trovato per continuare quest’avventura riguarda la ricerca di risorse per sviluppare un progetto alternativo. In pratica, abbiamo proposto a nuove attività di investire in Golena così da allargare la partecipazione e non dire addio a un format emblema della voglia di stare insieme». Così la scelta è rimandata ad mercoledì 12 aprile quando ci sarà l'ennesima riunione, con la presenza delle probabili new entry. Ma su un aspetto sono tutti d'accordo.
«È certo che non possiamo accettare di stoppare la musica a mezzanotte. Abbiamo insonorizzato e spostato la location verso la Tosco Romagnola ma di più – conclude – non possiamo». In ballo insomma c’è un equilibrio difficile tra le esigenze dei frequentatori del Golena e quella dei residenti che lamentano disagi e rumori eccessivi.
«Per quanto riguarda la musica e l’impatto acustico le normative sono regionale e nazionali. Come Comune – dice il vicesindaco Alessandro Puccinelli – possiamo solo sensibilizzare i pontederesi partendo dalla convinzione che una città chiusa e meno vissuta è anche più insicura. L’appello è a non esacerbare questioni non legate al Golena ma a ciò che ci gira intorno».
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