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Casa troppo vicina alla villa: anche per il Tar va demolita. Il caso in Valdera. I proprietari: «Non ci arrendiamo»
Il problema sta nella considerazione della vegetazione all’interno della proprietà di Villa Riccardi Toscanelli. Il paradosso dell’ok a costruire dei Comuni di Pontedera e Ponsacco
PONTEDERA. Anche il Tribunale amministrativo regionale dà torto alla famiglia Cerretini dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ordinava al Comune di Ponsacco l’abbattimento della villetta costruita lungo via delle Colline per Legoli, di fronte a Villa Riccardi Toscanelli. L’udienza al Tar è di metà febbraio. La sentenza ha tardato ad arrivare, ma è ora c’è. E per i costruttori dell’abitazione è stata una mazzata, oltre che una beffa. Ma anche l’ennesima spinta a proseguire la loro battaglia. «Faremo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – dice Paola Cerretini – perché questa vicenda non può finire così. Quella casa è tutta la mia vita e non mi arrendo. Andremo per vie legali anche in Europa se necessario, perché la giustizia in Italia ormai è questa».
Trafila in aula
È l’ennesimo passaggio in un’aula del sistema giudiziario cominciato nel 2015 quando i Comuni di Pontedera e Ponsacco, in cui ricade il terreno di Paola Cerretini e suo fratello Paolo (titolare dell’azienda agricola Podere Orto Primo) concessero i permessi a costruire, approvando anche il Papmaa, il Piano aziendale pluriennale di miglioramento agricolo. Le ruspe e gli operai si erano attivati per realizzare una casa di 95 metri quadrati in bioedilizia, dotata della massima classificazione energetica, risultato di un progetto che sostituiva annessi agricoli fatiscenti. Poco dopo i proprietari dell’azienda agricola Fattorie Toscane, nel cui patrimonio immobiliare è presente anche Villa Riccardi Toscanelli, cominciarono a mettersi di traverso al cantiere. Nell’aprile 2017 con una denuncia querela ai carabinieri con il conseguente stop di 90 giorni ai lavori, disposto dal Comune di Ponsacco che ha poi fatto riprendere l’intervento. Poi con un esposto alla Soprintendenza nei confronti dei due Comuni nel gennaio 2018. A questo sono seguiti botta e risposta tra le parti tra ricorsi al Tar e tre sentenze del Consiglio di Stato, di cui l’ultima nel novembre 2022 che intimava per la seconda volta al Comune di Ponsacco di far partire l’iter della demolizione.
Parco o bosco
Il problema di tutta questa storia sta nella considerazione della vegetazioni all’interno della proprietà di Villa Riccardi Toscanelli. Quegli alberi secolari sono sempre stati considerati “parco”. Ma la commissione istituita dal Consiglio di Stato li ha definiti “bosco”. E in questo caso l’abitazione di Paola Cerretini e del fratello Paolo è considerata abusiva. Da qui la sentenza che ne ordina la demolizione con il successivo atto dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Francesca Brogi per rispettare la pronuncia del Consiglio di Stato. A febbraio dell’anno scorso, però, i costruttori avevano presentato l’istanza per rinnovare l’approvazione del Piano di miglioramento agricolo. E l’udienza davanti al Tar a distanza di un anno aveva lasciato intravedere un barlume di speranza ai Cerretini. Invece la sentenza ha proposto l’ennesimo boccone amaro da digerire.
Verbale e beffa
«Nel verbale rilasciato al nostro avvocato subito dopo l’udienza al Tribunale amministrativo – riprende Paola Cerretini – i giudici avevano dichiarato che saremmo andati verso una sospensiva dell’ordinanza di abbattimenti del Comune di Ponsacco contro cui abbiamo presentato ricorso. Questo per dare modo alle due amministrazioni di esprimersi rispetto alla nostra richiesta di rinnovo delle autorizzazioni. Poi è arrivata la sentenza che, invece, rende tutto inutile rispettando la volontà del Consiglio di Stato». Il tema “parco” e “bosco” resta lì sullo sfondo di una vicenda paradossale. «Anche la Regione Toscana con un interpello ha dichiarato che quello non è bosco», ribadisce Paola Cerretini cercando di farsi forza in un incubo fatto di permessi a costruire concessi dagli enti preposti e un mutuo rilevante per costruire la casa dei sogni, a pochi passi da quella del fratello e all’interno della proprietà della famiglia dove si trova anche il Podere Orto Primo.
Il paradosso
Perché l’assurdo della questione sta proprio nell’ok ricevuto dalle amministrazioni di Ponsacco e Pontedera per l’avvio della costruzione. Atti necessari e che, una volta ricevuti, bastano per far partire il cantiere. Ma questa volta, evidentemente non sono bastati. Ed è questo il cruccio dei fratelli Cerretini. «Avevamo le carte in regola – ribadisce la donna –. Non serviva altro. Se il tema parco e bosco fosse emersa in quella fase, per noi non sarebbe cambiato costruire la casa in quel punto o benti metri in più verso la strada provinciale. Invece siamo partiti e a quel punto non ci potevamo più fermare».
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