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Pontedera

Brt denuncia 16 lavoratori per il picchetto di protesta

di Nilo Di Modica
Brt denuncia 16 lavoratori per il picchetto di protesta

Sindacato contro l’azienda commissariata: «Non ci fermeremo»

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CRESPINA LORENZANA. L’azienda è sotto inchiesta e sottoposta a sequestri, e intanto denuncia i lavoratori. Accade al centro logistico Bartolini di Lavoria, dove nei giorni scorsi sono state recapitate 16 denunce ad altrettanti lavoratori a seguito di un picchetto di protesta del 2021.

Il colosso francese, che da meno di due settimane è sotto “amministrazione giudiziaria” disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano a seguito di indagini per caporalato e frode fiscale, accusa i lavoratori dello stabilimento di violenza privata per una protesta definita “strumentale” tenutasi in piena pandemia, nell’ottobre di due anni fa.

«Lavoratori denunciati perché in piena pandemia scioperavano con un presidio davanti ai cancelli per ottenere la stabilizzazione degli interinali, per ottenere, come prevedeva la legge, che i tamponi potessero essere a carico dei datori di lavoro, e per recuperare una parte di quei soldi dovuti ma non corrisposti in busta paga – spiega Luca Toscano, del Si Cobas – . Tutti risultati ottenuti dai lavoratori proprio grazie a quello sciopero». Al centro delle accuse dei sindacati, da diversi anni, il sistema dei subappalti e la proliferazione degli interinali. Un tema quello del precariato sotto attacco delle organizzazione sindacali, che si intreccia a quello delle “finte” cooperative e dei subappalti al centro invece dell’impianto accusatorio della magistratura di Milano, secondo la quale il colosso della logistica avrebbe evaso al Fisco «100 milioni all’anno» da una decina d’anni «a tutto detrimento dei lavoratori e dell’Erario». «Negli ultimi giorni Brt è stata commissariata dopo essere stata accusata di aver usato finte cooperative per ottenere manodopera a prezzi più bassi, perlopiù risparmiando sull’Iva e sottopagando e sfruttando i lavoratori – continuano dal Sindacato Intercategoriale Cobas – , Anche nel magazzino di Lavoria, dove lavorano circa 240 facchini, è dal 2018 che i lavoratori hanno alzato la testa e costituito il comitato di base Si Cobas. La sindacalizzazione è riuscita a migliorare i rapporti lavorativi e le condizioni economiche. Il diritto allo sciopero non si tocca e le denunce non fermeranno le sacrosante rivendicazioni dei facchini – scrivono i sindacalisti – . Infatti anche in questi giorni alla Brt di Lavoria così come in moltissimi altri magazzini c’è fermento. Questi colossi hanno guadagnato tantissimo sulle spalle di chi lavora, e adesso è il momento che gli operai vengano stabilizzati e non più ricattati tramite contratti interinali. Non ci faremo intimidire».

 

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