Italia
Morto dopo la caduta: l’Asl paga 730mila euro di danni
Pensionato si fratturò un femore nel parco delle Rimembranze
VOLTERRA. Nella principale piazza del paese nessuno sapeva dell’esistenza di una cisterna interrata.
Nascosto sotto erba e ghiaia nel parco delle Rimembranze, almeno dalla seconda guerra mondiale, c’era un serbatoio di cui nemmeno in Comune erano a conoscenza.
A farne scoprire la presenza, ignorata da oltre mezzo secolo, fu un incidente all’apparenza banale, ma dall’epilogo drammatico.
Era il pomeriggio del 25 maggio 2013 quando un pensionato ultraottantenne ebbe in sorte la sventura di camminare sul tombino della cisterna completamente occultato dalla vegetazione.
La caduta
All’improvviso sotto i suoi piedi si aprì la copertura che non aveva resistito al peso del corpo: l’esito della caduta si trasformò nella frattura del femore della gamba destra. Era solo l’inizio di un calvario durato mesi.
Ricoveri, operazioni e trasferimenti tra ospedali, dal Volterra a Pisa, segnarono la vita del paziente per quattro mesi. Una condizione di salute in progressiva debilitazione che nel pomeriggio del 18 settembre si concluse con la morte del paziente.
Le condanne
Quella caduta, accompagnata dai soggiorni ospedalieri, diventa ora una sentenza di condanna da parte del Tribunale di Pisa a cui gli eredi si sono rivolti.
Un conto di oltre 760mila euro a favore di moglie, figli e altri familiari. Il risarcimento – per 30mila euro circa – riguarda anche il Comune di Pomarance per non aver garantito la sicurezza del luogo da cui tutto ha avuto inizio.
Almeno 730mila euro sono, invece, a carico dell’Asl Toscana Nord Ovest come ente responsabile per l’ospedale di Volterra, sul cui operato verso l’anziano il giudizio della consulenza peritale è impietoso.
Le colpe del Comune
Scrive il giudice che «la mancata conoscenza dell’esistenza della cisterna non è fatto imprevedibile e del tutto inevitabile per il Comune e, in ogni caso, appare inverosimile alla luce dell’istruttoria condotta, posto che l’architetto, tecnico del Comune, ha dichiarato che l’ente ha sempre curato la manutenzione del parco, fatta anche in epoca recente, con taglio di erba anche nella zona interessata».
Inoltre, la «circostanza che il parco si trovasse nel centro abitato e, per stessa ammissione del teste fosse uno spazio pubblico destinato ad ospitare bambini e persone anziane, rende ancora più gravoso l’onere di custodia del Comune, tenuto a salvaguardare l’incolumità di coloro che ne erano gli utenti abituali» sottolinea il Tribunale.
La difesa dell’Asl
La tesi dell’Asl è stata quella di una totale “assoluzione” del personale sanitario eccependo «che la morte troverebbe il proprio antecedente causale nella caduta nel parco, non già nei trattamenti medici di epoca successiva, che vi sarebbe stato concorso tra cause naturali e umane (essendo il paziente affetto da importanti patologie pregresse) , che le complicanze insorte sarebbero state imprevedibili e non prevenibili».
Le negligenze mediche
Un racconto difensivo che è stato respinto dal Tribunale.
Su come il paziente è stato seguito all’ospedale di Volterra la consulenza disposta dal giudice è netta: «È stata accertata la sussistenza di rilevanti profili di negligenza che hanno connotato la condotta del personale medico. Le complicanze insorte durante l’intervento e perdurate nel corso del ricovero sono state la causa e la conseguenza di tutto ciò che è accaduto; a fronte di tale inadempimento, acclarato dal Collegio peritale incaricato, l’Asl non ha dato prova di avere correttamente adempiuto».
Aoup corretta
Era stata chiamata in giudizio anche l’Azienda ospedaliera pisana, ma sul conto dell’Aoup il Tribunale non ha mosso rilievi.
Il collegio peritale ha affermato che l’operato a Pisa «è stato tempestivo e che è stato impostato dai sanitari di Aoup il giusto percorso diagnostico e terapeutico, aggiungendo che anche la complicanza incolpevole (pseudoaneurisma) sopraggiunta dopo tale intervento è stata tempestivamente trattata dai sanitari di Aoup con successo e sempre per via mininvasiva ed endovascolare».
In sostanza i «sanitari dell’Aoup hanno adottato, in tutte le occasioni in cui hanno avuto in cura il paziente, la diligenza dovuta, tempestivamente e sempre in modo adeguato e corretto alla luce del quadro clinico concreto che il paziente presentava di volta in volta in ciascun accesso».
Tradotto: nessuna contestazione a carico dell’Aoup verso la quale la richiesta danni è stata respinta.
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