Il presidio
Picchiato e rapinato di notte a Milano: insegue i ladri e riprende il telefono
Il racconto del 30enne di Vicopisano che lavora come organizzatore di eventi (per anni alla famosa discoteca Boccaccio)
PONTEDERA. Lo hanno seguito. Poi lo hanno bloccato e rapinato. Ha provato a reagire ed è stato spinto a terra. Ma non ha mollato, ha affrontato di nuovo i ladri ed è riuscito a uscirne vincitore.
«Sono tornato a casa questa mattina alle 7 (ieri per chi legge, nda) coi vestiti macchiati di sangue e qualche dolore. Ma posso dire che mi è andata bene». Daniel Di Martino, 30 anni, originario di Vicopisano e molto conosciuto in Valdera per la sua attività di organizzatore di eventi. Oggi vive a Milano, dove collabora con diversi locali del divertimento notturno, ma per anni è stato sulla porta del Boccaccio Club di Calcinaia. E proprio a Milano, nella notte tra ieri e venerdì, è stato protagonista di un’aggressione per strada. Minuti da incubo che ricorderà per sempre. Tutto è iniziato attorno alle 4 di notte. «Avevo appena terminato una serata in una discoteca in zona Monumentale. Mi sono incamminato per andare a prendere la navetta che mi avrebbe riportato dall’altra parte della città, dove abito».
Daniel ha lasciato la Valdera nel 2019. Conosce Milano e sa bene come muoversi per ridurre al minimo il rischio di incontri spiacevoli. «Sono abituato a lavorare e a camminare per strada di notte. Evito sempre strade secondarie», dice.
In mano tiene il cellulare con il navigatore, «per raggiungere la fermata della navetta», spiega il 30enne. All’improvviso viene fermato da due persone.
«Erano maghrebini. Non mi hanno detto niente – racconta Di Martino – hanno subito cercato di strapparmi di mano il cellulare». Daniel resiste, lotta coi rapinatori fino a quando «uno mi ha bloccato alle spalle tenendomi ferme le braccia. Non potevo più difendermi. Hanno preso il telefono e hanno iniziato a correre». Daniel rincorre i rapinatori e in pochi metri riesce a raggiungerli. «Mi hanno spinto a terra per farmi smettere di seguirli – continua – ma ho riportato soltanto alcune escoriazioni, quindi mi sono rialzato e li ho inseguiti ancora».
Nel tentativo disperato di avere indietro il telefono, il 30enne di Vicopisano mentre corre urla ai ladri: «Ho detto loro che essendo un IPhone sarebbero stati rintracciati col Gps. Nel frattempo speravo di incrociare una pattuglia, o un passante in grado di darmi una mano. Ma non c’era nessuno». D’un tratto i rapinatori si fermano, si siedono a terra stremati dalla fuga e vengono raggiunti da Di Martino. «Mi hanno guardato e mi hanno ridato il telefono come se nulla fosse», dice Daniel, che ha subito chiamato i carabinieri. Raccogliendo quella che lui definisce una «delusione». In particolare, «i carabinieri mi hanno chiesto – spiega – se fossi riuscito a riprendere il cellulare. Quando ho detto loro di sì, mi hanno detto che il loro intervento non era necessario. Io, invece, li ho chiamati per evitare che i rapinatori colpissero di nuovo. Ho fatto quattro chiamate e aspettato 1 ora e mezzo, ma sono stato lasciato solo. Però è andato tutto bene, e questa è la cosa più importante».
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