Italia
San Miniato, bancarotta fraudolenta e false fatture: sette indagati
La Guardia di finanza sequestra immobili e soldi per 753mila euro
SAN MINIATO. Bancarotta fraudolenta e false fatture: per questo la guardia di finanza di Pisa ha eseguito sequestri di denaro e immobili. In parallelo sono stati inviati otto avvisi di chiusura indagini a sette persone e una società. Nei giorni scorsi, i finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di San Miniato hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e disponibilità finanziarie per un importo pari a oltre 753 mila euro, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Pisa, nei confronti di 4 soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda giudiziaria.
“Le misure cautelari reali – si legge in una nota - sono state realizzate a seguito di una complessa indagine condotta dalla Guardia di Finanza di concerto con la Procura della Repubblica di Pisa, che ha permesso di disvelare un articolato sistema fraudolento posto in essere da una famiglia di noti imprenditori del Distretto Industriale del Cuoio. I principali esponenti di tale famiglia cui facevano capo due società operanti nel settore del commercio all'ingrosso di cuoio e pelli, in fase di chiusura, ponevano in atto una serie di condotte illecite, finalizzate a recare pregiudizio ai creditori e al fisco. In particolare, disperdevano le scritture contabili ed extracontabili, e distraevano parte del patrimonio, in vista dell'inevitabile fallimento. In queste fasi, le quote societarie sono state cedute formalmente ad altri soggetti quali "teste di legno", al fine di celare la loro reale presenza dietro il disegno criminoso. Inoltre, per gli anni 2019 e 2020, avevano emesso una serie di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di altre due società, operanti nel settore delle pelli e delle calzature, per favorirne l'evasione fiscale. Le attività di indagine, esperite mediante accertamenti bancari, perquisizioni, analisi forensi, sommarie informazioni, controlli incrociati ed analisi della documentazione acquisita, hanno permesso, pertanto, di acclarare in capo agli indagati, a vario titolo, i reati di: bancarotta fraudolenta documentale, per aver sottratto i libri e le scritture contabili societarie; bancarotta fraudolenta patrimoniale, per aver distratto dal patrimonio societario rimanenze di magazzino ed altri beni per un valore di oltre 1,1 milioni di euro. Sono accusati inoltre di emissione ed uso di fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro”.
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