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San Miniato, inizia l’era del vescovo Paccosi. «Chiamati a una battaglia spirituale»

di Marco Sabia
San Miniato, inizia l’era del vescovo Paccosi. «Chiamati a una battaglia spirituale»

27 febbraio 2023
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SAN MINIATO. Il passaggio del pastorale – il bastone simbolo della guida vescovile – è avvenuto alle 17,59 della prima domenica di quaresima (26  febbraio), quando l’ex vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca ha consegnato “le redini” della diocesi a monsignor Giovanni Paccosi, scatenando un lungo applauso. Una giornata piena di iniziative ma anche di significati. Quella dell’insediamento del nuovo vescovo, che finora aveva ricoperto il ruolo di parroco della parrocchia di Gesù Buon Pastore a Casellina (Scandicci). 

E infatti Paccosi nel suo ingresso nella cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio ha trovato uno striscione dei suoi ex parrocchiani: «Anche se vescovo sarai, mai di noi ti libererai». Paccosi è entrato in cattedrale preceduto da Migliavacca e seguito dal metropolita fiorentino Giovanni Betori, che ha nominato Paccosi vescovo nelle scorse settimane. La chiesa era ricolma di persone: rappresentanti delle istituzioni (civili e militari), del clero, delle imprese, delle associazioni e di tutta la società civile sanminiatese e non solo. Migliavacca aveva affrontato il medesimo passaggio il 20 dicembre 2015, 2.625 giorni fa.

A Paccosi spetta raccogliere un’eredità importante, perché Migliavacca – oggi vescovo della diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro – era riuscito con sapienza, sincerità, umanità e competenza a diventare un vescovo “amico” di tanti, dai giovani ai meno giovani. Paccosi, ex responsabile delle missioni in America Latina di Comunione e Liberazione, inizia così il suo cammino condividendo col predecessore il fatto di affrontare la prima esperienza vescovile proprio a San Miniato.

Dopo la lettura di un passo della Genesi e della lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, il nuovo vescovo ha letto un’omelia appassionata: «Carissimi fratelli e da oggi anche figli in Cristo, non per mio merito, ma per il ministero affidatomi dalla Chiesa, iniziamo insieme questo cammino nuovo proprio all’inizio della Quaresima. Noi siamo invitati a una battaglia spirituale. Certo, parlare di battaglia, di combattimento, in questi giorni segnati dall’anniversario dell’invasione e della orrenda e folle guerra in Ucraina, può sembrare inopportuno, mentre desideriamo e cerchiamo la pace. Ma sono invece le parole, battaglia, combattimento, che ci aiutano a capire a che livello si gioca anche la vera campagna per la pace e per il superamento di ogni logica di violenza e di guerra. Il cammino che iniziamo insieme parte dalla battaglia per essere veri, cioè per scoprirci piccoli e peccatori, ma oggetto di un amore così grande che possiamo ora e potremo sempre rimetterci in gioco, per costruire con Cristo un inizio di vita nuova, luoghi ecclesiali e sociali dove sia possibile sperimentare che la vittoria sul male e sulla morte accade qui e ora. E lo vogliamo gridare al mondo con la testimonianza della nostra letizia, per collaborare alla speranza di ogni persona, cominciando da chi soffre di più, unito più di tutti al dono che Cristo fa di sé sulla croce».

Senza dimenticare che Paccosi giunge a San Miniato in un anno particolare, quello giubilare per i 400 anni dalla nascita della diocesi. Una delle tante sfide che l’ex parroco di Casellina ha intenzione di raccogliere.

Prima di entrare in cattedrale, aveva fatto tappa in sala consiliare, dov’era stato accolto dal sindaco Simone Giglioli: presente anche il presidente della Regione Eugenio Giani, il prefetto di Pisa Maria Luisa D’Alessandro e il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo). «L’arrivo del nuovo vescovo – ha sottolineato Giglioli – è un punto di riferimento che può aiutarci in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, dove crisi economiche ed energetiche, pandemie, guerre e disastri ambientali azzerano le nostre certezze, accrescendo la fragilità e l’incertezza che serpeggiano nella nostra società». Il sindaco ha voluto lasciare un messaggio a nome di tutti i suoi colleghi della Diocesi: «I borghi e le città della nostra diocesi sono abitati da cittadini e cittadine orgogliosamente fiorentini, pisani o pistoiesi ma altrettanto orgogliosamente cittadini e cittadine del mondo. Credo che su questo sogno e su questa realtà, l’intesa e la collaborazione col vescovo Giovanni saranno massime e positive».

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