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Pontedera, questionario compilato a penna rossa: donatore di sangue respinto in ospedale

Pontedera, questionario compilato a penna rossa: donatore di sangue respinto in ospedale

La disavventura di un cittadino: «Dono da 40 anni, ci sono rimasto male»

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PONTEDERA. Paolo Coltelli abita a Castelvecchio di Compito. Nei primi metri di territorio lucchese al confine con la provincia di Pisa. Ed è un donatore di sangue da 40 anni. Ieri avrebbe dovuto compiere una delle sue ultime donazioni, ma è stato bloccato da un’infermiera particolarmente scrupolosa.

«Sono andato all’ospedale Lotti di Pontedera per effettuare la donazione. Una volta in sala d’attesa – racconta Coltelli – mi è stato chiesto di compilare il classico modulo prima del prelievo. Ho cercato una penna, ma non ce n’era neppure una. Allora ne ho trovata una di colore rosso nel mio borsello, e con quella ho compilato il modulo».

Come accennato in precedenza, Paolo è un veterano delle donazioni. Sa come funziona e sa anche che la compilazione del questionario è un passaggio necessario, ma tutto sommato formale.

E dopo aver risposto a ogni domanda, consegna i fogli all’infermiera. Che inaspettatamente lo respinge. «Mi ha detto che il questionario compilato con la penna rossa lei non può accettarlo, e che quindi non avrei potuto effettuare la donazione. Ci sono rimasto malissimo – continua Coltelli – e sono venuto via davvero molto deluso. Ho controllato in lungo e in largo, ma non ho trovato una norma che dice espressamente che è vietato compilare il questionario per la donazione con la penna rossa».

Coltelli prosegue: «Mi dispiace perché vengono fatti continuamente appelli sull’importanza della donazione e sulla necessità di sangue, poi per una rossa si rispedisce indietro un donatore storico come me. L’unico mio pensiero – conclude l’uomo – va a quelle persone che avrebbero potuto beneficiare del mio sangue e che invece non potranno farlo per l’atteggiamento inspiegabile di un’infermiera».

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