Il presidio
«Oltre otto mesi per una visita»: la denuncia di una dottoressa della Valdera e la risposta dell'Asl
L’azienda sanitaria puntualizza: «Dipende dall’emergenza attribuita ai vari casi»
PONTEDERA. «Si può attendere di avere una visita per una valutazione del funzionamento cognitivo 266 giorni?».
Se lo chiede la neuropsicologa Carlotta Zanobini che da semplice cittadina ma anche da professionista che si occupa proprio di questo settore medico non riesce a farsene una ragione. Si tratta di test per la memoria, di esami necessarie per rinnovare la patente o per avviare percorsi di accompagnamento. «Spesso vengono al centro accreditato in cui lavoro – spiega la dottoressa – pazienti in possesso di un’ impegnativa rilasciata dal medico per accedere ad una visita neurologica che però non riescono a prenotare in tempi brevi». Dati alla mano, c’è chi insomma ha una ricetta datata novembre 2022 e una prenotazione prevista per il 4 agosto oppure se va meglio per il 19 giugno 2023. «Nella nostra Asl – continua – per sottoporsi ad accertamenti neuropsicologici, magari per una sospetta demenza, come l’Alzheimer, si aspettano mediamente 200 giorni».
Quasi sei mesi di attesa durante i quali i pazienti a volte scelgono strade alternative e ricorrono a studi privati ma accreditati. «Il punto – aggiunge – è capire se all’Asl questo servizio sia ancora attivo perché è paradossale che in un momento in cui le statistiche scientifiche ci raccontano un aumento delle demenze, diminuisca la possibilità di affrontarli in strutture pubbliche». Di fatto poi chi si rivolge a centri privati deve mettere in conto di pagare anche una cifra più alta per la prestazione.
«È un problema che va affrontato anche perché spesso si ripercuote – conclude – su una popolazione anziana, la più soggetta ad affrontare questo tipo di malattie. Di questi incresciosi ritardi è stata avvisata la Asl e la Regione ma non hanno ancora risposto. In ambito sanitario la libera professione è valore aggiunto enorme, ma l’assistenza pubblica è un diritto che deve essere garantito». Dalla Asl però spiegano che la prescrizione della visita neuropsicologica segue un doppio percorso e in base a quello richiesto cambia l'urgenza e di conseguenza i tempi di attesa. «Per uniformare le prestazioni sul territorio aziendale – spiegano dall’Asl – è presente la Uoc, l’Unità operativa complessa di psicologia che governa la domanda, in una logica di equità e omogeneità in collaborazione con l’area neurologica e i Cdcd, Centri diagnostici disturbi cognitivi e demenze. Prima della nuova organizzazione, in Valdera, il cittadino accedeva alle visite di neuropsicologia esclusivamente tramite Cup esterno con prescrizione del medico di famiglia. Il contatto con lo specialista neurologo del servizio pubblico avveniva solo successivamente, con completamento della diagnosi. Nel 2020 è stata aperta un’agenda dedicata al Cdcd a cui il paziente accede con impegnativa del neurologo. Questo ha consentito una maggiore appropriatezza dell’offerta, riducendo l’attesa che lamentavano prima di avere una diagnosi definitiva. È rimasto un Cup esterno per i pazienti inviati dal medico di famiglia primo livello che non hanno problemi di urgenza».
Il neuropsicologo è presente in tutti i Cdcd e «il test neuropsicologico di secondo livello è garantito per il 10 febbraio mentre quello di primo livello, prescritto dal medico di famiglia per il 26 giugno». Così se, dalla Asl confermano che le agende non sono chiuse, le settimane di attesa cambiano a seconda dell’emergenza.
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