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Poggio alle Croci, coinvolta anche la Soprintendenza per evitare il flop

Andreas Quirici
 Poggio  alle Croci,  coinvolta anche la Soprintendenza per evitare il flop

Si valuta il progetto in base ai vincoli dell’area

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VOLTERRA. Prosegue il confronto tra Asl Toscana Nord Ovest e i possibili acquirenti di Poggio alle Croci che hanno presentato un’offerta da 6,7 milioni, ma dei quali non si sa praticamente nulla. Sulla trattativa vige il massimo riserbo, per ora. Ma emerge la necessità di coinvolgere la Soprintendenza rispetto al progetto da realizzare. Un passaggio inevitabile in un territorio come quello di Volterra dove i vincoli architettonici, o storici, o paesaggistici sono ovunque. A maggior ragione quando si parla di ristrutturare e adeguare a nuove funzioni padiglioni in cui si sono svolte per decenni le attività dell’ex ospedale psichiatrico.

La fase attuale di questa operazione, quindi, riguarda un adeguamento del piano da presentare alla Soprintendenza e ottenere informazioni utili per evitare d’incombere in problemi legati ai vincoli. Secondo quanto appreso, gli aspiranti compratori dell’area vorrebbero garanzie di essere sulla strada giusta rispetto all’ingente investimento che si apprestano a effettuare.

Sei milioni e settecentomila euro è, infatti, la cifra proposta per l’acquisto degli immobili dei padiglioni Charcot, Ferri e Maragliano e i terreni circostanti. Luoghi storici di Volterra che, negli anni, hanno accolto migliaia di pazienti. Una memoria architettonica che non va sprecata. Da qui la necessità di coinvolgere la Soprintendenza in un’operazione che è già stata tentata in passato da un magnate. Ma che è finita in un nulla di fatto. Chi si è fatto avanti con l’azienda sanitaria non ha intenzione di ripetere quel risultato.

Un contesto ancora tutto da definire, anche alla luce dei precedenti. Compresa la destinazione d’uso dell’area. Ciò che trapela al momento, infatti, parla di un utilizzo dei padiglioni dell’ex manicomio di Volterra per l’ambito turistico-culturale, anche se ci potrebbe essere la soluzione legata al settore sanitario. Esclusa quella del segmento ricettivo come un insediamento alberghiero, soluzione che riguardava il tentativo di acquisto effettuato anni fa e mai concretizzato. La destinazione d’uso ufficiale, però, è ancora quella e l’amministrazione comunale dovrà effettuare un cambio degli atti.

Difficile anche ipotizzare i tempi in cui si comincerà a vedere qualcosa di tangibile rispetto a un progetto ancora tutto da definire. Di sicuro gli emissari degli acquirenti e i rappresentanti dell’Asl Toscana Nord Ovest coinvolti in questa partita dovranno incontrarsi entro la fine di febbraio. Nel frattempo proseguirà il lavoro per presentare il piano alla Soprintendenza e inquadrare meglio gli interventi da effettuare in chiave architettonica e storica degli edifici che comporranno il nuovo complesso a Poggio alle Croci.

Quello che finora è stato solo una parte del piano di alienazioni dell’azienda sanitaria, domani potrebbe diventare un complesso che qualificherebbe ulteriormente il colle etrusco. Ma i proverbiali “piedi di piombo” sono d’obbligo, perché resta una situazione delicata e complessa tra l’alto valore degli immobili e il contesto ospedaliero in cui sono inseriti. l


 

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