Stella Maris, il direttore in aula: «Licenziai subito gli operatori violenti»
La testimonianza del dottor Cutajar (condannato in primo grado) nel processo con 15 imputati
FAUGLIA. «Dopo aver visto i filmati ho licenziato gli autori delle violenze e chi è rimasto inerte di fronte a quegli episodi».
Roberto Cutajar, direttore generale della Fondazione Stella Maris, ieri pomeriggio è stato sentito come teste nel processo ai 15 imputati per le violenze nell’allora centro di Montalto di Fauglia.
La sua è stata una testimonianza “monca” perché non poteva rispondere sulla sua posizione. Condannato in abbreviato a 2 anni e 8 mesi, pende appello con la richiesta della Procura generale di confermare la pena inflitta dal gup in primo grado per omessa vigilanza e assunzione di personale non adeguatamente formato.
Il direttore della Stella Maris ha difeso il “sistema”, quello sano, in uso nella struttura sottolineando il suo impegno immediato nel momento in cui l’eloquenza delle immagine non gli aveva lasciato margini decisionali.
È il processo per le botte ai pazienti del centro di Montalto quello che si svolge davanti al giudice Susanna Messina (pm Fabio Pelosi) . Una pagina dolorosa che ha già dato la parola ai genitori delle persone che nei video vengono filmate durante strattonamenti e percosse. La prossima udienza, 14 febbraio, altri testi delle parti civili saranno sul banco dei testimoni.
I genitori che fecero partire le indagini dei carabinieri hanno racconto in aula che «dopo aver visto i filmati abbiamo capito tante cose, dai lividi a quello che ci voleva dire nostro figlio. Urlava “Ugo mi vuole stritolare”. Poi ricordava la vestaglia celeste di Maura a cui era molto legato. Ma anche lei lo picchiava. “Siete dei ragazzi scemi, inutili” ripeteva a casa riportando quello che si sentiva dire». Quando per i genitori di Marco le risposte dei medici erano apparse non adeguate, «né c’era la volontà di fare qualcosa», lo hanno portato in un altro istituto.l
P.B.
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