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Aule dello scientifico al gelo, il preside sospende alcune attività

di Paola Silvi
Aule dello scientifico al gelo, il preside sospende alcune attività

Secondo giorno di sciopero al liceo, oggi è annunciata una manifestazione

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PONTEDERA. Giornata da brividi al liceo scientifico XXV Aprile di Pontedera. L’ennesima, dopo l’arrivo del freddo. Riscaldamento di nuovo in tilt. Il termometro nelle classi non raggiungeva i 14 gradi. Troppo pochi per rimanere a scuola. E i ragazzi non sono entrati per protesta. Nelle aule si gela e per il secondo giorno gli studenti hanno deciso di non restare con giubbotti, guanti, cappelli e in alcuni casi avvolti in copertine di pile. «Termosifoni spenti, caldaia in panne. Non si può fare lezione così», dice Elisa Dini, rappresentante d’istituto. Intanto dalla Provincia promettono d’inviare tecnici ogni mattina per controllare le caldaie. Ma il preside sospende le attività pomeridiane proprio per il freddo.

Temperature

Già lunedì alcuni studenti erano tornati a casa, sempre alle prese con lo stesso problema. Un clima polare e l’impianto che faceva le bizze. «Non è cambiato niente. Il tecnico della Provincia è venuto, il riscaldamento è ripartito alle 10 ma la situazione si è presentata ancora una volta. Così non va bene», continua Dini. Ieri invece la maggioranza delle classi ha scioperato. Al centro del malcontento le temperature gelide delle aule e mancanze strutturali tali da impedire il regolare svolgimento delle lezioni. A detta dei ragazzi che hanno trascorso cinque anni nell’istituto ma anche dello stesso preside Sandro Scapellato, alla guida del XXV Aprile da sei anni, quella del riscaldamento che non funziona è una storia ormai vecchia. Insomma l’accensione parte a singhiozzo, i termosifoni riscaldano alcune aree dell’edificio e altre no e l’intero sistema di calore avrebbe bisogno di più di un intervento di manutenzione. Un disagio che non viene mai risolto definitivamente. E le difficoltà puntualmente ritornano a galla.

Carenze

I liceali sono stanchi e arrabbiati. Perché ai caloriferi spenti si sommano problemi strutturali ormai cronici. «Questa scuola non è adeguata. Le mancanze più evidenti – aggiungono gli altri rappresentanti – riguardano l’immobile dello scientifico ma anche quello del classico non è poi messo tanto meglio. Qui non ci sono neppure le tapparelle e quelle che abbiamo sono bloccate. D’estate i ragazzi rischiano colpi di calore. E ancora le lavagne interattive non funzionano e non abbiamo spazi».

Striscioni e risposte

Non è questa la scuola che vorrebbero. Così gli studenti per stamani hanno organizzato una mobilitazione generale. L’appuntamento è alle 8 davanti al cancello del liceo scientifico per discutere, confrontarsi e ottenere dei cambiamenti. Intanto la Provincia fa quel che può, si attiva e prova ad aggiustare i guasti. «Una serie di rotture alle caldaie stanno interessando in questi giorni le varie scuole del territorio. La nostra struttura tecnica – spiegano il presidente Massimiliano Angori e la consigliera all’edilizia scolastica Cristina Bibolotti – sta seguendo le varie questioni insieme alle ditte competenti. Alla fine della giornata di lunedì pare essere stata ripristinata la questione al Niccolini di Volterra mentre è andata in blocco la caldaia del XXV Aprile. Una situazione a macchia di leopardo che coinvolge cinque, sei scuole su 50 immobili, che sottolinea comunque le gravi carenze di risorse in cui sono costrette a operare le Province, eseguendo interventi che tamponano le emergenze senza poter pianificare adeguatamente, a causa di risorse umane e finanziarie, la soluzione». Una consapevolezza che prova però ad andare oltre. «Manderemo tecnici ogni mattina a monitorare la partenza dei riscaldamenti e – continuano –. Organizzeremo già dalle prossime settimane dei sopralluoghi mirati per valutare le condizioni dei vari impianti sul territorio. Nel documento finanziario sono previste inoltre risorse per la nuova centrale, attualmente in corso di progettazione».


 

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