Il Tirreno

Pontedera

Davanti al giudice

Proprietario di cani rumorosi imputato per disturbo al riposo

di Pietro Barghigiani
All’origine della causa tra vicini il rumore dei cani quando abbaiano
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All’origine della causa tra vicini il rumore dei cani quando abbaiano

Diventa un processo la lite tra vicini per i “decibel” ritenuti molesti

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 CASCIANA TERME LARI. I cani sono innocenti, a prescindere. Non è colpa loro se abbaiano. Diventa un problema se il gruppo si allarga. E a decine si esibiscono in un fisiologico concertino quotidiano che alla fine può dare sui nervi.

Siamo nella campagna di Lari. Qui, una vicinanza non scelta tra proprietari di residenze attorno alle quali il silenzio dovrebbe essere un valore aggiunto, è diventato un processo la lite tra chi sostiene di non avere tregua dai latrati di 46 cani e il padrone degli animali, sul cui numero ha una versione ribassista.

Accusato del reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, un 59enne è finito davanti al giudice Susanna Messina. Una citazione diretta a giudizio che ieri ha avuto un primo passaggio in aula. Con una piccola sorpresa. Attraverso l’avvocato Daniela Rondoni, l’imputato ha chiesto di poter ricorrere al rito alternativo dell’oblazione. In pratica paga una somma ed estingue il reato. Fine del processo. Alla prossima udienza il giudice deciderà se accogliere l’istanza del difensore.

Il vicino che lo ha querelato, assistito dall’avvocato Alessandro Baroni, è un ex produttore e sceneggiatore americano proprietario da anni di un vecchio casale, poi ristrutturato, ora utilizzato anche per soggiorni di alto livello.

Sostiene nelle sue argomentazioni: «Il mio vicino ha 46 cani che abbaiano costantemente e da 10 anni cerco di risolvere il problema». Segnalazioni all’Asl e alla polizia municipale hanno anticipato il fronte penale.

Prima di arrivare a varcare la soglia del Tribunale, il destinatario della querela ha spostato i cani, molti dei quali da caccia, in un’area più lontana dalla villa del vicino dopo aver ricavato uno spazio attrezzato come ricovero per gli animali. Che continuano a vivere secondo le loro regole. E, quindi, abbaiano per comunicare e stare in compagnia all’aria aperta. L’allontanamento non ha fermato l’azione legale. Il silenzio della campagna per il vicino continua a essere inquinato dai latrati dei cani.

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