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Auguri speciali

Dino e Luisa, dalla prima elementare ai 70 anni di nozze. La coppia di ferro di Pontedera

di Paola Silvi
Dino e Luisa, dalla prima elementare ai 70 anni di nozze. La coppia di ferro di Pontedera

Lui ha 93 anni, lei 91: si sono conosciuti da piccoli a San Gervasio e non si sono più lasciati

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PONTEDERA. Un matrimonio lungo settant’anni. Dino Giusti, conosciuto con il soprannome Dinale, classe 1929 e Luisa Fondelli, nata nel 1931, sono tra i pochi che possono raccontare decenni d’Amore con la “A” maiuscola. Oggi celebrano le nozze di ferro e festeggiano al ristorante con tutta la famiglia. Con i loro due figli, quattro nipoti e tre pronipoti.

La loro storia inizia a San Gervasio, dove entrambi sono nati, sui banchi delle elementari, quando a scuola c’erano classi miste anche per età. «Andavamo a lezione insieme. Eravamo compagni in prima. Ci siamo piaciuti da subito ed eravamo fidanzatini», ricorda Luisa. È la vita ad unirli, fin dall’inizio. Due bambini già inseparabili. Crescono insieme ed affrontano l’adolescenza durante la Seconda guerra mondiale. «Dino racconta sempre quando quattordicenne si nascondeva sull’argine e – dice Luisa – sentiva gli spari o assisteva a piccole guerriglie tra soldati e i partigiani. Ma lui era solo un ragazzo. Eravamo impauriti. La guerra ci sembrava lontana anche se a volte era proprio dietro l’angolo».

In quegli anni si frequentano, si incontrano, sono amici per la pelle e la decisione di sposarsi diventa inevitabile. Lo fanno a San Gervasio, nella pieve di San Giovanni.

Lui ha 23 anni, lei appena 21. In poco tempo organizzano tutto, ci sono gli amici e i parenti. Subito dopo il matrimonio è il momento del viaggio di nozze. «Ma quello non era il periodo giusto. Abbiamo fatto un viaggio speciale – scherza Luisa – a casa dei miei suoceri che poi era anche la nostra, quella insomma dove siamo andati ad abitare da marito e moglie».

Insomma niente gite né visite alle città più importanti d’Italia. Ma la coppia non rimpiange nulla. «Anzi – spiega – siamo stati benissimo. Otto giorni di completo relax. Dormivamo quanto volevamo, eravamo esentati da qualsiasi lavoretto domestico. Mia suocera ci faceva trovare tutto pronto. Ci siamo riposati e rilassati e basta. Mai, negli anni successivi, abbiamo avuto un’altra settimana di questo tipo».

Fra le colline di Palaia, la coppia ha fatto comunque vacanza, pronta ad abbracciare il futuro mano nella mano. Ripercorre il filo della memoria Luisa e si emoziona mentre prova a descrivere il suo matrimonio. «Ci siamo rispettati e amati. I giorni più felici li abbiamo passati semplicemente stando insieme». Non che non ci fosse qualche lite o battibecco «ma siamo stati davvero bene – aggiunge – e non siamo mai andati a dormire senza aver fatto prima pace».

E questo è il segreto di una promessa che va avanti da 70 anni. Qualche temporale spazzato via dal vento della gentilezza. «Un po’ come per tutte le coppie. Ci sono stati alti e bassi ma li abbiamo superati insieme». Un amore che sopravvive a tutto, dove nessuno dei due mette mai in dubbio l’altro. Poi si trasferiscono a Montecastello. Lui costruisce biciclette, sistema gli ingranaggi delle Vespe e ripara i trattori e i mezzi agricoli. Lei si occupa della casa, dei suoceri, del cognato e dei figli Rossana e Fabio.

In paese lo conoscono come Dinale e ogni tanto si dedica al mestiere di armaiolo, ripara i fucili e le armi dei cacciatori. E sa che Luisa è sempre lì a sostenerlo, con pazienza e allegria. Negli anni la famiglia cresce e arriva il trasferimento a Pontedera, in via di Camone, nella zona del Chiesino, dove tutt’ora abitano. A pochi metri di distanza da casa della figlia.

Proprio qui domani ci sarà una piccola festa per i vicini. «Niente di speciale, per brindare insieme», minimizza Rossana ma sa che un traguardo come questo, fa sempre un certo effetto. I suoi genitori sono un simbolo, un baluardo che non ha mai vacillato neppure di fronte alle difficoltà. Ora Dino ha 93 anni e Luisa 91. Hanno costruito tanto ed è il momento di celebrare un percorso a cifra doppia in compagnia, sommersi dall’affetto dei propri cari. «Non ci sentiamo mai soli. Abbiamo tanti nipoti che ci coccolano – dice Luisa – e viviamo per loro».


 

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