Blanco in visita dai pazienti oncologici a Pisa dopo l’asta nel nome della giovane Mari
Il cantante alla struttura di Agbalt che ospita giovani malati e le loro famiglie
PISA. Ha varcato la soglia dell’Isola dei Girasoli, a Pisa, come Blanco, il cantautore e rapper italiano in grado di mandare in delirio meno di tre mesi fa sotto le mura di Lucca 40mila fan. Come i Rolling Stones, come Roger Waters, come Elton John. Venerdì 7 ottobre, però, Blanco si è letteralmente tolto di dosso i vestiti da artista da milioni di streaming e dischi di platino in successione ed è tornato, per un pomeriggio intero al residence di Agbalt, l’Associazione genitori per l’assistenza e la cura dei bambini affetti da leucemia e tumori, a essere semplicemente Riccardo. Un ragazzo non ancora ventenne in grado di emozionarsi, raccontarsi e trascorrere del tempo con bambini e giovani come lui che stanno vivendo ciò che l’innocenza e la vitalità di quell’età non dovrebbe mai trovarsi di fronte.
Tutto nasce mesi fa. A Olbia, prima di un concerto, Blanco incontra Matteo Boschi, amico di Mariami Kokeladze. La 18enne di Bientina, che tutti i suoi amici chiamano Mari, malata di leucemia e morta nell’agosto 2021. Il cantante bresciano resta molto colpito dal racconto. Le dedica una canzone durante lo spettacolo e decide, al termine del Blu Celeste Tour 2022, di mettere all’asta su Ebay.it una t-shirt celebrativa autografata da tutta la band. L’intera operazione a beneficio di Agbalt, nel nome di Mari. Una scelta personale dell’artista «dopo essere rimasto profondamente colpito dalla storia di una giovane fan affetta dalla malattia», si legge nella nota dell’ufficio stampa di Blanco. E ancora: «I proventi del merchandising presente sul sito, venduti nel periodo dell’asta sono devoluti all’ente Agbalt con la stessa modalità della t-shirt celebrativa».
Quel che accade dopo è che alcuni genitori dei bambini ospiti dell’Isola dei Girasoli contattano di nuovo l’entourage dell’artista per invitarlo di persona a Pisa. Blanco accetta e venerdì si presenta, in compagnia anche della fidanzata Martina Valdes, ai cancelli di ingresso. Ad attenderlo un gruppo di bambini e ragazzi in cura nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’azienda ospedaliera universitaria pisana. È un incontro privato, non ci sono giornalisti invitati. Solo Riccardo e i suoi nuovi amici. «Possiamo solo dire che sono state ore meravigliose per tutti, a partire dai bambini e dai ragazzi che hanno incontrato Blanco nel giardino del residence – racconta la dottoressa Rossana Gragnani, coordinatrice del reparto di oncoematologia pediatrica –. Ha voluto con loro visitare tutte le strutture e gli spazi del residence, ha firmato decine di magliette e autografi, è stato disponibile dal primo all’ultimo minuto in cui è stato con noi. Ha incontrato coloro che sono potuti uscire dalla struttura diretta dalla dottoressa Gabriella Casazza, ma su richiesta dei nostri ragazzi ha voluto fare alcune videochiamate con coloro che, invece, non hanno potuto esserci fisicamente. Dall’esterno ha l’immagine di un cantante giovane, bello e un po’ maledetto, ma abbiamo percepito il suo cuore immenso».
Tra chi si è messo in posa per una foto, un autografo o anche per parlare un po’ della sua storia c’era anche Ambra Tomei. Insegnante di Torre del Lago di 27 anni e che il 14 maggio 2021 ha avuto una diagnosi terribile: linfoma di Hodgkin, tumore maligno. «In oncologia pediatrica ero una delle pazienti più “anziane”. Mi ha portato Rossana Gragnani, che è stato il mio angelo custode – racconta Ambra –. I dottori con me e con i bambini sono unici e sanno che abbiamo sempre bisogno di una carezza in più. Ora sto meglio ma so quanto sia importante che un personaggio come Blanco possa venire in un luogo di cura come l’Isola dei Girasoli. Appena è entrato, ero proprio davanti a lui, l’ho visto un pochino imbarazzato. Ma si è sentito subito a suo agio. Gli abbiamo dato la maglietta e il cappellino di Agbalt e lui li ha indossati. È stato uno di noi fin dal primo momento. Poi gli abbiamo regalato tre libri, con le storie anche di chi, purtroppo, non è più tra noi. Ho visto Blanco emozionarsi, con gli occhi gonfi di lacrime e un nodo in gola. Poi ha firmato autografi, guardando tutti negli occhi. Per noi è stato importante, dà forza e coraggio. È stata una botta di vita. E quando ci ha salutato ci ha invitato, con tutta l’associazione Agbalt, al suo concerto di Roma. Per riunirci di nuovo, magari con il maggior numero di pazienti che potranno essersi messi alle spalle la malattia».
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