Italia
A 74 anni nudo davanti all’amica della figlia: «Facciamo sesso, ti pago». Il caso a Montopoli
Spunta una registrazione registrazione in cui si sentono parole eloquenti sulla volontà di molestare la donna da parte dell’anziano
MONTOPOLI. «Sì, mi fece delle proposte sessuali. Mi offrì soldi per fare sesso, chiedeva di toccarlo e di toccarmi». Davanti al secondo collegio del Tribunale è stato il giorno della parte civile raccontare la sua verità nel processo (pm Miriam Pamela Romano) a carico di un pensionato 74enne accusato di violenza sessuale nei confronti di donna dell’Est Europa che all’epoca dei fatti (2019) aveva 39 anni, amica della figlia dell’imputato.
Agli atti c’è anche un video girato con il cellulare, anche se di fatto è più un contributo audio che visivo. È un filmato che la donna, stanca delle avances dell’uomo, aveva effettuato come eventuale prova se la situazione fosse degenerata. Una sorta di riscontro oggettivo o quasi nel caso in cui un giorno avesse voluto denunciare il pensionato che non la smetteva importunarla quando restavano da soli in casa.
L’imputato è difeso dall’avvocato Massimiliano Calderani, la parte civile è rappresentata dall’avvocato Barbara Sani. Nel suo racconto la donna ha confermato le accuse ribadendo gli approcci sessuali, con tanto di promessa di soldi, dell’anziano nei suoi confronti.
La registrazione riguarda alcuni minuti che la scientifica della polizia ha “ripulito” dai rumori di fondo estraendo quelli che per l’accusa sarebbero comportamenti addebitati al pensionato con parole eloquenti sulla volontà di molestare la donna. «Facciamo sesso, ti pago, ti faccio regali, se vuoi ti sposo» sono le frasi attribuite dall’accusa al pensionato che nudo si sarebbe rivolto alla badante chiedendole un rapporto intimo. Un approccio registrato, ma che non sarebbe stato occasionale. In più circostanze la donna si sarebbe confidata con un’operatrice di una casa famiglia di Firenze riferendo degli assalti sessuali da parte del pensionato. E anche la testimonianza della donna, residente nel capoluogo regionale, aveva messo altri tasselli nel processo fornendo la descrizione della parte offesa come di una vittima delle azioni del pensionato. Per l’avvocato Calderani il contributo audio e video «non sono così chiari in quello che viene attribuito al mio cliente, non si vede nudo e le frasi non sono così nitide». La conoscenza tra i due risale al 2019, attraverso la figlia del pensionato. Era stata lei a entrare in contatto con la 39enne che, in quel momento, non aveva un domicilio stabile. Amici comuni le avevano fatte incontrare. E da qui la proposta, coltivava nel tempo, di ospitarla a casa con il papà pensionato. A un certo punto la figlia si trasferisce altrove. E il 74enne rimane da solo a convivere con l’amica-ospite. È in quel periodo che tra i due ci sono i rapporti sulla cui natura è chiamato a pronunciarsi il Tribunale. Prossima udienza a febbraio.
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