La pazzia d’amore di Ila e Gaetano. «Un tatuaggio per le nozze d’oro»
Si sono fatti tatuare nello studio di Michele Berretta, a Pontedera: «È strano, non avremmo mai pensato di farlo a questa età»
PONTEDERA. «Ma siamo proprio sicuri che vogliamo farlo?». Lei lo guarda. «Dai, non scherzare. Certo che lo facciamo. Lo abbiamo deciso insieme. E ora non si torna indietro».
Un sorriso e poi via verso lo studio dove Michele sta già preparando l’ago. Teneri e complici, oggi come nel 1970, quando Gaetano faceva il carabiniere nella campagna maremmana. Ila l’ha conosciuta per caso. E dal primo sguardo non si sono più lasciati. Nel 1972 – 8 ottobre, per la precisione – il matrimonio e il trasferimento a Pontedera. Cinquant’anni dopo un’altra scelta. Sempre insieme.
«Ci piacciono gli anelli, ma per le nostre nozze d’oro volevamo fare qualcosa di diverso. Eravamo sul divano quando abbiamo deciso di farci il nostro primo tatuaggio». Gaetano Delli Colli ha 78 anni, la sua dolce metà, Ila Ciaffarafà, 73. E ora, sulle loro mani, c’è un segno di inchiostro destinato a durare per sempre. Ila si è tatuata una “G”, e Gaetano una “I”.
«Forza, inizio io». Il primo a “lanciarsi” è Gaetano. Uomo d’altri tempi. Lo fa per galanteria, ma anche per dare coraggio alla moglie. Appena la punta dell’ago sfiora il dito medio, però, l’espressione impassibile si incrina. Stringe i denti, batte un piede a terra.
«Ai ai ai – dice quasi sottovoce –, pensavo che facesse meno male». Ila lo guarda, in piedi. «Non è vero, non stai sentendo male. Non è mica la fine del mondo. Vedrai che tra un minuto è tutto finito». E infatti nell’arco di alcuni secondi Michele Berretta, dello studio Michele Tattoo, in via Primo Maggio, a Pontedera, alza la testa e rincuora il 78enne. «Bravo Gaetano, ora vediamo come si comporta tua moglie».
Ila non batte ciglio, appoggia la mano sul lettino e si mette a parlare. Il tatuaggio prende forma mentre lei sembra al tavolino di un bar.
«Dolore? Io non sto sentendo assolutamente niente». Michele assiste alla scena divertito. Fa il tatuatore da una vita e non è la prima volta che si mette all’opera su clienti non più giovanissimi. «Il cliente più grande? Aveva poco più di 90 anni – racconta – e mi disse che desiderava un tatuaggio da sempre, ma per vari motivi non era mai riuscito a farselo».
Nel frattempo anche Ila è pronta. La coppia d’oro si dirige alla cassa, ed ecco il colpo di scena. «Siete troppo belli – dice Michele – il tatuaggio ve lo regalo io».
Gateano e la moglie non riescono a scollare gli occhi dalle loro mani. Quasi non ci credono. «È strano, non avrei mai pensato di tatuarmi a questa età», confessa Ila divertita.
«Ora non fa più male, è proprio bello», le fa eco il marito. Nei loro occhi c’è l’emozione per aver compiuto una piccola pazzia. Per aver sentito di nuovo quel brivido figlio dell’incoscienza che di solito appartiene all’età del liceo. «Tra noi non sono sempre state rose e fiori – racconta Ila –, abbiamo passato anche momenti difficili, discussioni, ma non abbiamo mai pensato neppure lontanamente di separarci».
Ila e Gaetano hanno due figlie. «Hanno da subito appoggiato la nostra idea, erano felici della scelta un po’ fuori dalle righe che abbiamo preso», raccontano gli “sposi tatuati”. I loro sguardi si incrociano in un ping pong di sorrisi. Quasi come a dire: «Sì, l’abbiamo fatta grossa». E sembrano due ragazzini sulla panchina di un parco. Un po’ timidi un po’ emozionati. Mezzo secolo dopo il loro “Sì” davanti all’altare. Gaetano e Ila sono proprio belli. «Col tatuaggio siamo più giovani – scherzano – speriamo che qualche anno sparisca per davvero».
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