Si alza il sipario sul re tartufo. Qualità top, incognita quantità
Qualche timore tra i cercatori, ma le ultime piogge fanno ben sperare. Intanto inizia la stagione delle sagre: il prossimo weekend tocca a La Serra
SAN MINIATO. È ancora presto per fare previsioni sulla stagione del tartufo bianco appena cominciata. Il caldo prolungato di questa estate lascia qualche timore nella testa dei tartufai, come spiega Massimo Tofanelli dell’Associazione tartufai sanminiatesi, anche se «i temporali di questi giorni sono un manna dal cielo che fa ben sperare».
Ad ogni modo il profumo delle prime pepite sembra già quello dell’autunno inoltrato, almeno annusando quelle messe in bella mostra ieri mattina, da Luca Fontanelli di Gazzarrini Tartufi, per presentare la quindicesima edizione della Sagra del tartufo bianco e del fungo porcino organizzato a La Serra dal circolo Arci della frazione.
Appuntamento il prossimo fine settimana nel celebre padiglione di via Maremmana: venerdì 23 e sabato 24 la cucina sarà aperta a cena, con inizio alle 20, mentre domenica 25 appuntamento solo a pranzo a partire dalle 12 (prenotazioni al numero 339 1639542).
Per gli amanti delle sagre e della buona cucina sarà la prima occasione per assaporare il bianco dell’annata 2022, con il primo evento che apre la rassegna di sagre e iniziative gastronomiche nelle frazioni del territorio sanminiatese, in vista della Mostra Mercato che animerà il capoluogo nel secondo, terzo e quarto fine settimana di novembre.
«Altro che squadra – ha detto il presidente di San Miniato Promozione Marzio Gabbanini -: pochi paesi possono competere con La Serra nella capacità di mobilitarsi tutti insieme per un obiettivo comune. Siete bravi non solo per quello che fate ma soprattutto per come lo fate». Del resto le sagre de La Serra non hanno certo bisogno di presentazioni, a cominciare dall’immancabile Sagra del cunigliolo fritto che si è schiusa alla fine di agosto.
Neanche il tempo di prendere fiato e i volontari del circolo Arci sono pronti a ripartire con il tartufo e i funghi porcini. «La Valdegola è la culla e il fulcro del bianco sanminiatese – ha ricordato Gabbanini - . Aprire il calendario di eventi in questi luoghi è una dimostrazione di attenzione alle frazioni». Tra i volontari de La Serra, invece, non manca il timore per una stagione tartufigena che ogni anno sembra spostarsi più avanti, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici.
«La nostra è la prima sagra della zona – ha detto il presidente del circolo Arci, Cesare Profeti – e arriva in un momento in cui di tartufo ce n’è poco e non ha la qualità di quelli che vengono trovati a novembre. Ad ogni modo la partecipazione c’è sempre stata e confidiamo che la gente arrivi numerosa anche quest’anno».
«I tartufi non mancano e sono buoni» ha tranquillizzato invece Luca Fontanelli di Gazzarrini Tartufi, ricordando che alla sagra il tartufo si potrà anche acquistare e sottolineando la bravura delle cuoche e dei volontari che hanno reso celebri le sagre del paese: «La qualità delle sagre de La Serra è impressionante, per non parlare della cucina che fa invidia anche a molti ristoranti».
«Confidiamo in una buona stagione per il tartufo anche dal punto di vista dei prezzi» ha aggiunto il sindaco di San Miniato Simone Giglioli, sottolineando come i cambiamenti climatici stiano fortemente influenzando la stagione tartufigena. «Ne stiamo parlando con la Regione per rivedere il calendario della raccolta – ha detto il primo cittadino – perché ormai si cercano i tartufi in pantaloni corti. Penso che la scelta di dedicare la Mostra Mercato di quest’anno alla sostenibilità sia estremamente attuale».
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