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Pontedera, salvato dal meticcio Micky cane da giorni legato a un albero – Video
La storia a lieto fine iniziata con un gesto crudele da parte dell’uomo
PONTEDERA. Legato a un albero con un guinzaglio corto. Nascosto tra la vegetazione, giù da un argine non molto distante dal parco della Bellaria. Qui il povero animale, un giovane incrocio di labrador, è rimasto per diversi giorni, senza acqua e senza mangiare. Forse sarebbe morto se Micky, un altro meticcio, a passeggio con la sua padrona non lo avesse fiutato tra i rovi. Il quattro zampe abbandonato piangeva, cercava di liberarsi da quel laccio stretto al collo. Doveva essere un bel cane ridotto quasi pelle e ossa dalla crudeltà del suo padrone. Chissà qual è la sua storia. Il suo proprietario ha deciso di sbarazzarsi di lui e lo ha abbandonato nel peggiore dei modi.
La cittadina che lo ha trovato ha chiesto intervento a Rossella Prosperi, consigliera comunale a Pontedera e coordinatrice del parco canile “La valle incantata” che a Lajatico ospita numerosi cani randagi ed è gestito dall’associazione “Amici degli animali a quattro zampe”. Vicino all’argine dove era legato l’animale sono arrivati alcuni volontari. Raggiungerlo non è stato semplice, l’albero era su un terreno sconnesso. E il meticcio era piuttosto spaventato. Quando finalmente è riuscito a liberarsi da quella “prigione” ha bevuto circa tre litri d’acqua. «Era lì da diversi giorni, era stremato». Non ha microchip e anche per questo non sarà facile trovare chi lo ha legato all’albero.
«E’ una situazione vergognosa e gravissima – dice Rossella Prosperi – ci sono ancora persone che quando decidono di disfarsi di un cane lo abbandonano con crudeltà invece di chiedere aiuto alle associazioni». La dottoressa Prosperi insiste. «Può capitare che una famiglia non riesca più a tenere un cane. Può succedere per tanti motivi. Basterebbe rivolgersi a un’associazione e chiedere aiuto. Invece sempre più spesso cani e gatti vengono gettati via come se fossero oggetti. Fatti gravissimi».
Per il cane salvato, ancora senza un nome, si sono aperte le porte del canile di Lajatico dove ha trovato tanto affetto e cibo. «Tra qualche giorno vedremo di trovargli una nuova famiglia», conclude Prosperi.
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