Italia
Fi-Pi-Li, i trasportatori interrogano i candidati toscani: «Diteci come risolverete i nostri problemi»
«Se dovessimo chiedere tre cose – spiega Maurizio Bandecchi, coordinatore Assotir Toscana – ai politici per la situazione toscana queste sarebbero le priorità: innanzitutto l’adeguamento della Fi-Pi-Li senza pedaggio, il completamento del corridoio tirrenico e della Due Mari»
SANTA CROCE SULL’ARNO. In Toscana come nel resto d’Italia quello del trasporto su gomma è un comparto imprescindibile, a cui rinunciare sarebbe impossibile senza ricadute enormi. Eppure, tra costante rincaro dei carburanti, concorrenza sleale e infrastrutture viarie spesso al collasso, la situazione per chi passa intere giornate su un sedile al volante di un camion è sempre più critica.
A questo scopo si è costituito anche un sindacato nazionale – ribattezzato Assotir – che cerca di promuovere le istanze degli autotrasportatori, che a loro dire si sentono l’ultima ruota del carro di una filiera che – come detto prima – alimenta tutta l’economia italiana, dagli ospedali ai supermercati alle industrie. Assotir che per sabato 10 settembre ha organizzato un incontro con tutti i candidati delle circoscrizioni toscane al Senato, grazie alla partnership con Valiani Group di Santa Croce sull’Arno, realtà conosciutissima a livello locale e non solo.
Questo per “interrogare” i candidati e chiedere risposte e soprattutto azioni concrete. Perché nell’agenda dell’autotrasportatore ci son tanti punti da sviscerare. Un primo sunto è stato fatto mercoledì 7 settembre, in una conferenza stampa di presentazione dell’evento di sabato proprio nella sede Valiani. Si va dalle infrastrutture colabrodo a molto altro: «Se dovessimo chiedere tre cose – spiega Maurizio Bandecchi, coordinatore Assotir Toscana – ai politici per la situazione toscana queste sarebbero le priorità: innanzitutto l’adeguamento della Fi-Pi-Li senza pedaggio (che attualmente si può definire collassata) , il completamento del corridoio tirrenico e della Due Mari. E poi – visto che il governatore Eugenio Giani spesso dice che dovremmo prendere l’autostrada e non la superstrada – la realizzazione di bretelle di collegamento che portino alle autostrade, perché le strade alternative alla Fi-Pi-Li sono assolutamente inadeguate al transito dei camion».
Ma non finisce qui: dal tavolo composto da – oltre a Bandecchi – Alessandro Giannini (iscritto Assotir), Giovanni Capecchi (Assotir Lucca-Pisa-Massa) e Maurizio Battistoni (Assotir Firenze-Prato-Pistoia) è arrivata la richiesta di organizzare un tavolo della legalità, una promessa fatta lo scorso anno ma mai realizzatasi.
«Tra controlli eccessivi da un lato e assenti dall’altro, dovremmo ad esempio lavorare a una riforma della sub-vezione, cioè del subappalto dei trasporti, perché c’è una totale sproporzione tra il numero di autisti e di mezzi e quello dei viaggi effettuati. E poi semplificare la procedura per l’accesso alla professione, sia per quanto riguarda i costi che le tempistiche, coinvolgendo di più le aziende. Prendere la patente per fare gli autotrasportatori è diventato come prendere una laurea da chirurghi. L’età media degli impiegati nel settore al momento è di 55 anni: se non ci sarà ricambio, fra cinque anni la situazione sarà drammatica, tenendo conto che in Toscana mancano qualcosa come 1000-1500 autisti e non ci sono le condizioni per “invogliare” a intraprendere questa strada».
Un appello/sfogo dinanzi a un atteggiamento di totale disattenzione da parte della politica: «La politica non ascolta – spiega Battistoni – non sa cosa vuol dire stare su un camion e le difficoltà che viviamo».
Gli fa eco Bandecchi: «Il capitolo carburante rappresenta circa 1/3 delle spese complessive, quindi il rincaro di questa voce, sia per il gasolio che per il gas, impatta molto pesantemente sui bilanci aziendali, in quanto dall’inizio dell’anno le imprese non hanno avuto ancora un significativo rimborso. E le misure messe in campo devono ancora produrre gli effetti sperati». Anche Valiani è stato molto categorico: «I politici devono mettersi al tavolo e risolvere i problemi insieme a partire dalla concorrenza sleale che uccide il mercato, senza schemi preconcetti e lasciando alle spalle le divisioni. Chi verrà qui non dovrà prendere questo invito come una passerella: la politica spesso vive in una realtà virtuale, non sa cosa vuol dire vivere anche soltanto mezza giornata su un camion. E ricordiamoci che senza il trasporto su gomma si ferma tutto: ospedali, aziende, supermercati e molto altro».
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