Discarica della Grillaia, Chianni contro Terricciola: «Zero rischi per la salute. Sconcertato dalle parole dure di Bini»
Dura replica del sindaco di Chianni al collega di Terricciola sull’arrivo dell’amianto. «Il suo attacco è inopportuno nella forma e nella sostanza. Basta ripicche»
CHIANNI. «L’attacco alla mia persona e all’amministrazione è inopportuno nella forma e nella sostanza. L’operazione, per come è concepita, non genere alcun pericolo per la salute pubblica e non ha impatti ambientali». Il sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, dopo 24 ore di riflessione, affida a un comunicato stampa la dura replica al suo collega di Terricciola Mirko Bini. Con quest’ultimo che aveva definito l’imminente riapertura della discarica Grillaia, con l’arrivo dei primi camion carichi di amianto entro poche settimane «uno scempio per la Valdera», puntando quindi il dito contro la Regione e lo stesso primo cittadino chiannerino: «Otto anni di amministrazione Tarrini e tre della giunta Rossi-Giani: queste persone avevano gli strumenti per fare qualcosa di diverso ma evidentemente e legittimamente hanno idee diverse dalla mia amministrazione. Ne prendo atto con dispiacere perché il danno principale ritengo la facciano al Comune di Chianni ma saranno i cittadini a giudicare quando la democrazia li chiamerà ad esprimersi».
Ma Tarrini non ci sta. E non nasconde «lo sconcerto e lo sconforto» suscitati in lui dalle parole di Bini: «L’attacco alla mia persona e all’amministrazione è inopportuno nella forma e nella sostanza. Nella forma perché un amministratore serio non riversa le responsabilità, anche proprie, verso altri; nella sostanza perché ciò che dice nei miei/nostri confronti è inesatto. Bini sa bene che il Comune di Chianni non ha né i titoli né la competenza “per impedire” il progetto: o meglio l’unico strumento è stato la Conferenza dei servizi alla quale Chianni ha fornito parere negativo. Dopo l’approvazione della delibera della giunta regionale n°629 del 25 Maggio 2020, che ha la competenza in materia ambientale, un altro strumento non istituzionale ma legittimo era la protesta in sede giudiziaria».
Tarrini ricorda che l’amministrazione di Chianni ha deciso in maniera unitaria di non percorrere quella strada perché sarebbe stato, secondo noi, come mentire ai nostri cittadini; come nascondersi dietro ad un dito, ricorrendo al Tar sapendo di non avere possibilità di successo. Mi risulta che neanche l’amministrazione di Terricciola lo abbia fatto in proprio; salvo poi aderire in adiuvandum al ricorso presentato da alcuni privati cittadini senza partecipazione giudiziaria né di comitati né di associazioni ambientaliste, con esito purtroppo ma prevedibilmente infausto».
«Le nostre battaglie sono durate circa sette anni, insieme a tutte le amministrazioni, portando sui tavoli discussioni e proposte che non hanno, nostro malgrado, condotto a soluzioni percorribili per questioni tecniche o economiche. Il sindaco di Terricciola non mi sembra abbia mai proposto qualcosa di serio e di realizzabile, limitandosi a qualche suggerimento attraverso proclami “vuoti” sulla stampa (tutto documentato) che non hanno mai avuto neanche la considerazione di alcuno né la volontà dello stesso di portarli a termine: mi sto riferendo in particolare alla proposta alternativa non portata neanche all’attenzione dei diretti interessati (il riferimento è al progetto mai decollato che avrebbe coinvolto la Belvedere Spa, che gestisce la discarica di Legoli con chiusura della Grillaia in 2 anni di conferimenti, non di amianto, ma di 100mila metri cubi di compost, ndr)».
«Abbiamo studiato, sviscerato e considerato i possibili risvolti derivanti dall’esecuzione del progetto pur non avendolo approvato. Ci siamo rivolti a esperti - sottolinea ancora Tarrini - e non a ciarlatani di comodo, per capire cosa ci aspettasse. A breve chiameremo in causa la proprietà in merito all’esecuzione dei lavori e monitoreremo con le nostre risorse tecniche la reale esecuzione affinché la nostra comunità non riporti nessun tipo di danno. Il mio è un richiamo alla serietà, alla responsabilità e alla trasparenza. Solo così i cittadini che avranno la volontà di capire lo faranno, senza perdersi in scaramucce ed infantili ripicche che non giovano a nessuno».
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