Il Tirreno

Pontedera

Asl alle associazioni in crisi «Disponibili al confronto»

Paola Silvi
Asl alle associazioni in crisi «Disponibili al confronto»

«Ma su alcune criticità intervengano Regione e governo»

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PONTEDERA.  C’è la disponibilità all’incontro e c’è la volontà di trovare soluzioni. Alcune immediate e concrete, altre attivando l’intervento di organi regionali e nazionali. L’Asl Toscana Nord Ovest non resta a guardare e - dopo l’accorato appello della Misericordia, Croce Rossa e Pubblica Assistenza della provincia che hanno descritto una quotidianità insostenibile dal punto di vista economico - propone una serie di passaggi per far fronte alla difficile situazione denunciata dalle associazioni di volontariato che svolgono i servizi di emergenza.

«È probabile che il periodo di pandemia abbia reso meno frequenti gli appuntamenti del tavolo locale con le associazioni – dicono dall’Asl – e questo può aver determinato una percezione di criticità, ma l’ascolto non è mai mancato e l’impegno dell’Azienda è di riprendere gli incontri in modo regolare. È chiaro che ci sono una serie di questioni, tra quelle sollevate, che necessitano di una riflessione più ampia. La crisi del servizio civile, la carenza di volontari, le spese per assicurazioni, manutenzioni, dispositivi di sicurezza e il tariffario dei rimborsi (fermo al 2004, ndr) sono elementi che contribuiscono a determinare l’attuale disagio. Rispetto ad esse, tuttavia, non possiamo intervenire in maniera diretta. Lo stesso vale per il rincaro delle bollette e dei carburanti. Condividiamo le preoccupazioni delle associazioni, che rischiano di non riuscire a mantenere le operazioni di emergenza, ma per affrontarle in modo adeguato c’è bisogno dell’intervento di organi regionali e nazionali, ai quali daremo il nostro contributo».

Alcune problematiche denunciate dalle associazioni sono diventate talmente croniche e sistemiche che, da sola, l’azienda ospedaliera non può fornire risposte adeguate. Su altre invece può pianificare azioni in grado di contribuire alla svolta di una condizione che rischia di far saltare tutti i servizi. Fra queste le ore di sosta delle ambulanze, ferme in coda agli ingressi dei pronto soccorso. «Da un punto di vista finanziario – continuano – la sosta prolungata di un mezzo è in effetti penalizzante per le associazioni, quindi su questo aspetto occorre trovare delle risposte tra sistema di emergenza territoriale e rete degli ospedali, anche alla luce della imminente riorganizzazione, da parte della Regione, del servizio di 118, con una nuova ripartizione della presenza dei medici sui mezzi».

Per quanto riguarda invece il riconoscimento dei periodi di attesa senza interventi delle ambulanze, l’Asl ribadisce che «lo stand-by viene assegnato al numero di mezzi di trasporto ritenuto necessario alla copertura del territorio e quindi varia a seconda delle zone. Tutte le associazioni sono poi libere di dare una disponibilità quando vogliono, che può poi essere utilizzata in emergenza dalla centrale operativa territorialmente competente». Di fatto, dopo la convocazione della riunione richiesta dalle associazioni con i sindaci della Società della Salute, anche l’Asl vuole fare la sua parte: «Consapevoli dell’importanza strategica che queste realtà, siamo a disposizione per cercare e implementare, con l’apporto dei livelli istituzionali regionali e nazionali, ogni soluzione sostenibile e per un incontro».


 

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