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Fondazione Charlie Onlus rilancia rinnovando il comitato scientifico

Fondazione Charlie Onlus rilancia rinnovando il comitato scientifico

Il Museo Piaggio di Pontedera ha ospitato la presentazione dei nuovi componenti

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PONTEDERA. Giovedì al Museo Piaggio c’era il pubblico delle grandi occasioni per la presentazione del nuovo comitato scientifico di Fondazione Charlie Onlus, realtà nata in Valdera oltre 30 anni fa e ormai punto di riferimento nazionale nell’analisi del disagio adolescenziale e, con il suo Telefono Amico, nell’ascolto e nel supporto ai giovani che hanno bisogno di aiuto.

In platea, ad ascoltare la relazione del presidente Angelo Migliarini e gli interventi degli illustri componenti del nuovo comitato, molti esponenti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Pontedera Matteo Franconi, il consigliere del presidente della Regione, Giani, Bernard Dika, l’assessora regionale Alessandra Nardini, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, rappresentanti delle giunte di Cascina e Ponsacco, della Fondazione Piaggio e della Fondazione Pisa, solo per citarne alcuni.

L’evento si è aperto con la proiezione di una lettera del ministro Roberto Speranza, che ha sottolineato l’importanza di affrontare il disagio di bambini e adolescenti, evitando il rischio che quella dei giovanissimi sia, come recitava il titolo dell’incontro, “La generazione dimenticata”. Su questo si sono alternati gli interventi dei nuovi membri del comitato scientifico, nomi di grande rilievo a livello internazionale: il segretario generale del Censis Giorgio De Rita; Luigi Zoja, psicoanalista e sociologo; Stefano Casini Benvenuti, economista e dal 2011 direttore dell’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana; Alessandro Amadori, psicologo, direttore del dipartimento ricerche psicologiche dell’Istituto Piepoli ed ex consigliere per l’analisi politica e sociale della vicepresidenza del Consiglio dei Ministri; Manuela Roncella, direttrice del Centro clinico di senologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e componente del Consiglio superiore di sanità.

Per Migliarini non ci si può «rassegnare alla società dell’isolamento e dell’alienazione, alle ingiustizie economiche e alla polarizzazione di ricchezza e lavoro. Pisa è 86ª tra le province italiane per qualità della vita dei giovani e ci sono fenomeni preoccupanti come il crescente abuso di sostanze. Il lavoro da fare è molto, ma bisogna partire da una reale conoscenza di questi ragazzi, non dai pregiudizi e dagli stereotipi che circolano su di loro, che li descrivono come apatici senza valori. Questi giovani sono stanchi del confronto con élite pavide, hanno bisogno di compagni di viaggio credibili, che comprendano la loro lettura della realtà».

Il professor Zoja ha approfondito il tema del crollo della sessualità e del crescente isolamento tra i giovani, mentre dal professor Amadori è arrivato un forte monito alle generazioni precedenti a smettere di guardare ai giovani con le lenti deformanti della diffidenza e del pregiudizio, invitando a entrare nei nuovi codici linguistici per riaprire un confronto.

Duro il richiamo alla realtà arrivato dal professor Casini Benvenuti: «La produttività è ferma da anni, le condizioni di lavoro stanno peggiorando dai salari alla stabilità alla sicurezza. Il tasso di occupazione in Italia è il peggiore in Europa, possiamo dire che la più lunga permanenza in famiglia è colpa dei giovani?». La professoressa Roncella ha rimarcato l’importanza di adottare misure per i giovani che siano davvero costruite e adattate sui loro bisogni, dunque di partire da una loro reale comprensione. Infine, il professor De Rita, dati Censis alla mano, ha suonato l’allarme denatalità: «Negli ultimi 10 anni, nonostante l’immigrazione, la popolazione è calata di circa un milione di persone. Servono interventi strutturali di lungo periodo. L’incertezza e la paura del futuro sono tra le cause, dobbiamo costruire fiducia. Caratterizza ogni epoca, ma oggi non è solo il vivere nell’incertezza: è l’idea che ne arriverà sempre un’altra, la paura di ciò che verrà domani. I giovani danno segnali importanti, dalle battaglie ambientali alle spinte imprenditoriali delle startup».

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