Rogo a Vicopisano, gli atti non tradotti tornano al pm
Ora la procura dovrà lavorarci e rimandare l’avviso di garanzia
VICOPISANO. Si ritorna al punto di partenza nel procedimento il rogo che nell’agosto 2021 distrusse circa 25 ettari di bosco. Ebenezer Sackey Mensah, 29enne, originario del Ghana, era l’unico imputato, con l’accusa di incendio doloso, perché nella ricostruzione del pm Giancarlo Dominijanni non aveva spento con la dovuta attenzione i resti di una brace che poi provocò il rogo. Ieri però l’avvocato Paolo Maddaleni, che difende il ghanese, ha sollevato un’eccezione, accolta dal gup: gli atti non sono stati tradotti in una lingua comprensibile dall’imputato e dunque, per decisione del giudice, il fascicolo sarà rinviato al pubblico ministero. Che dovrà ripartire dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Quella sollevata dall’avvocato Maddaleni è un’eccezione di nullità degli atti per omessa traduzione del testo in lingua comprensibile all’imputato. Il codice prevede che l’imputato che non parla la lingua abbia il diritto alla traduzione degli atti e l’udienza preliminare era il momento utile per potere eccepire questa cosa. Ora gli atti andranno tradotte, con il pm che dovrà ricominciare dell’esercizio dell’azione penale che dovrà rimandarli con avviso di garanzia all’indagato.
Intanto ieri in udienza c’era anche il legale del comune di Vicopisano, che come ormai da prassi nei casi di abbruciamenti, si costituirà parte offesa nel procedimento.
L’imputato ha sempre respinto la contestazione di aver favorito l’incendio per un comportamento negligente nello smaltire i residui di un barbecue.Del tutto estranei alla vicenda sono risultati i turisti francesi che invece fin dalle prime ore erano diventati i colpevoli agli occhi di molti.l
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