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Addio all’ex sindaco Bigazzi. Fu metalmeccanico e sindacalista
Ha avuto un malore al distretto La Rosa. Creò l’asilo nido a Peccioli
PECCIOLI. Ha lasciato un tempo che in parte non sentiva più suo, minato alle fondamenta da quello che chiamava «l’individualismo della società dei consumi»; ma che da uomo della «sinistra democratica» – sempre definizione sua – sapeva che andava governato e non subìto. È andato via per un infarto Loredano Bigazzi, da tutti chiamato Pierluigi: metalmeccanico, sindacalista e sindaco. Un pezzo di storia di Peccioli.
Ieri mattina Bigazzi si trovava sul presto al distretto La Rosa a Terricciola, dov’era andato per medicare una ferita che si era procurato cadendo dalla bicicletta qualche settimana fa. Mentre attendeva il suo turno in sala d’attesa, l’ex sindaco di Peccioli ha accusato un malore al petto e si è accasciato sul pavimento. Subito sono iniziate le manovre per rianimarlo da parte del personale sanitario del distretto, proseguite poi dal personale sopraggiunto con l'automedica di Peccioli. Purtroppo però per Bigazzi non c’è stato nulla da fare.
Bigazzi aveva 81 anni, era nato nel 1981. Sposato con Carla Casati, di due anni più giovane, vivevano insieme in paese. Lascia anche i due figli: Luca e Lara Bigazzi. La figlia sta a Peccioli, mentre il maschio da diverso tempo si è trasferito a Pontedera.
Loredano Bigazzi era uno di quegli uomini per cui è più facile trovare una persona che lo conoscesse che qualcuno che non lo avesse mai sentito nominare. E d’altronde la sua impronta, non solo politica, è rimasta forte in paese. Ha tagliato il nastro della strada provinciale della Fila e del parco pubblico Gaslini. Ha localizzato la zona industriale, asfaltato via dei Cappuccini e costruito la pista olimpica di atletica leggera intorno al campo sportivo. Sopratutto ha avuto il coraggio di aprire l’asilo nido. Fu infatti un atto coraggioso quello fatto nel 1981: «Assumere sei persone per le attività dell’asilo era un rischio – raccontò un anno fa a Il Tirreno –. Allora le casse del Comune non erano certo floride e i tempi della Belvedere erano ancora lontani».
Fu sindaco dal 1980 al 1985. E alla fine del suo mandato decise di tornare al vecchio lavoro. Per mantenere la famiglia riprese l’impiego da metalmeccanico alla Piaggio. «Lo dovevo alla mia famiglia e ai miei figli che a volte ho trascurato a causa della politica», ripeteva in merito a quella scelta.
Non fu un ritiro dalla scena pubblica e politica. Impossibile per lui, tesserato Psi, lombardiano senza pregiudizi su Craxi, «uno statista cui la storia non rese giustizia». E dunque tornò alla catena di produzione ma anche al sindacato.
Scalando i vertici della Fiom prima, di cui divenne segretario provinciale nel 1989 (anni in cui ha incrociato la sua attività con Susanna Camusso e Cesare Damiano) e nel sindacato pensionati poi.
Commosso il ricordo dell’attuale sindaco Renzo Macelloni, che fu assessore della giunta Bigazzi. «Sono particolarmente dispiaciuto per questa perdita, con Loredano Bigazzi c'era un rapporto diretto fin da quando eravamo ragazzi. Per diversi anni abbiamo lavorato insieme come falegnami al mobilificio Crecchi. Per me era già allora un punto di riferimento e simbolo di esperienza. Amava leggere e sapeva sostenere anche per questo ogni tipo di discussione, una delle cose per le quali ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui. Dal 1980 al 1985 sono stato suo assessore, le prime esperienze politiche le ho fatte nella sua giunta. Per la comunità è una grave perdita e per questo siamo vicini al dolore della moglie Carla, dei figli Luca e Lara, di tutta la sua famiglia e dei tanti amici che aveva in paese». I funerali si terranno oggi alle 16 alla Chiesa della Madonna del Carmine.l
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