Un pool per fermare i rave party dopo il maxi raduno a Tavolaia
Le forze dell’ordine hanno anche mappato le zone a rischio della provincia
SANTA MARIA A MONTE. È passato un anno esatto da quando la musica a tutto volume e la voglia di ballare giorno e notte, fra droghe e bassi sparati h24 con un imponente seguito di casse e altoparlanti, tolse per vari giorni il sonno ai residenti di Tavolaia.
Eppure, con l'arrivo dell'estate, la paura che certi fenomeni si replichino ha spinto il Comune a correre ai ripari, con un incontro rivolto alla popolazione per lanciare un appello a vigilare.
Un dibattito, quello che si è svolto nei locali dell'osservatorio astronomico della frazione, al quale hanno partecipato la sindaca Ilaria Parrella, il dirigente del Commissariato di Pontedera e vice questore, dottor Luigi Fezza, il maresciallo capo Francesco Giallombardo, da un anno alla guida dei carabinieri della stazione locale e la dottoressa Francesca Meucci, comandante della polizia municipale.
«Abbiamo cercato di rendere un po' più difficile l'ingresso all'area, anche in collaborazione con la proprietà – racconta la sindaca Parrella –. Il campo quest'anno è stato coltivato e questo rende difficoltoso lo stanziamento con mezzi pesanti. Inoltre sono stati messi dissuasori all'ingresso. Questo perché, da come emerso dalle indagini seguite agli ultimi due rave, Tavolaia è sempre stato un “piano B” nel corso dell'organizzazione di questi eventi. Un posto dove convergere quando le cose non vanno come dovevano andare in luoghi più idonei». L'obiettivo è quello di arrivare al punto da essere capaci di sventare la festa nel momento esatto in cui prova ad innescarsi, come avvenuto a Palaia due mesi fa in località Candia. «Bloccare l'ingresso alla festa tempestivamente, in quel caso, ha reso possibile impedire l'evento – spiega Fezza –. Dopo i fatti di Tavolaia è nato un gruppo di lavoro in Questura atto a scongiurare questo genere di manifestazioni – continua Fezza. – Si tratta di fenomeni difficili da prevedere, con organizzazioni spesso internazionali dietro che lavorano sui social e non dichiarano la localizzazione dell'evento se non all'ultimissimo momento. È' stata anche fatta una mappatura dei luoghi potenziali in provincia, ma si parla comunque di un territorio troppo vasto. Gli occhi della popolazione sono il migliore antidoto al ripetersi di questi fatti».l
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