Il Tirreno

Pontedera

IL GIGANTE DI CEMENTO

Da tempio dell'hard a gioiello all'asta: il cinema a luci rosse di Fucecchio verso una nuova vita

Marco Sabia
L'interno dell'ex cinema a luci rosse di Fucecchio
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L'interno dell'ex cinema a luci rosse di Fucecchio

Fino all’inizio degli anni Novanta era considerato un diamante nell’universo delle sale da proiezione

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FUCECCHIO. Sarà la volta buona? Nessuno lo sa. Certo, potrebbe essere un primo passo – grosso e pesante come l’edificio in questione – per intravedere quantomeno la luce in fondo a un tunnel lungo almeno vent'anni. Anche perché – stiamo parlando dell’ex cinema teatro Excelsior di Fucecchio, una volta eccellenza italiana – le uniche luci che molti ricordano sono quelle rosse all’ingresso, a indicare che all’interno stavano andando in scena spettacoli vietati ai minori.

La struttura – ai suoi tempi una delle due in Italia col tetto apribile meccanicamente per ospitare esibizioni all’aperto – è ufficialmente all’asta: il prezzo è di 320.000 euro, l’offerta minima è di 240.000, con rialzi minimi di 6.400 euro. L’Excelsior è all’asta perché la società che ne deteneva la proprietà è finita all’interno di un procedimento fallimentare e di conseguenza il cinema teatro che rischia di diventare un rudere in pieno centro adesso è gestito dal curatore fallimentare individuato dall’Isveg, l’istituto vendite giudiziarie con sede a Firenze.

L’asta si terrà il 17 maggio alle 14.30, con la possibilità di presentare offerte in busta chiusa fino al giorno prima. C’è anche il rischio che la procedura vada deserta e che quindi il tribunale debba indire altre aste analoghe, abbassando la base di partenza; un po’ come successo con l’ex palestra Blu di via Padre Checchi, che per anni è rimasta in stato d’abbandono e dopo molte aste infruttuose è stata acquistata da un imprenditore che sta lavorando alla riapertura del centro fitness e wellness.

Tornando all’Excelsior, i fucecchiesi più in là con gli anni possono certamente testimoniare che questo cinema ha una storia quasi più ingombrante della sua enorme mole in cemento armato: fino all’inizio degli anni Novanta era considerato un diamante nell’universo delle sale da proiezione, con l’arrivo dei film hard, Fucecchio viene identificata anche al di fuori dei confini regionali proprio per la presenza dell’Excelsior.

Tutto questo fino al 2001, quando a seguito di un blitz delle forze dell’ordine, l’attività viene chiusa per non riaprire mai più. Nessuno degli strumenti messi in campo riesce a risollevarlo da una situazione molto complicata: la proposta di abbatterlo, spostarne le cubature in un’altra zona della città e fare lì dei parcheggi, non porta a niente; anche l’idea di farci un centro direzionale naufraga.

Nel frattempo la struttura diventa sempre più fatiscente, si verificano inoltre una serie di crolli all’esterno e più volte vandali e disperati si introducono all’interno per bivaccare, far danni o trovare semplicemente un riparo.

Questo sfruttando le uscite di sicurezza che danno sui giardini Bombicci, che a più riprese sono state fatte chiudere dall’Isveg con delle grosse sbarre. Chi acquisterà questo blocco di 2.130 metri cubi a prezzo quasi di saldo, dovrà comunque sobbarcarsi una costosa ristrutturazione, perché l’edificio non è più a norma a cominciare dagli impianti.

La speranza dei fucecchiesi è che – cinema o meno – l’Excelsior possa risorgere dalle proprie ceneri, tornando a essere quel valore aggiunto da tanti invidiato fino agli anni Novanta, svestendo i panni del gigante di cemento senza un futuro.

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