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La proprietà della discarica della Grillaia si allarga e investe anche a Piombino

Manolo Morandini
La proprietà della discarica della Grillaia si allarga e investe anche a Piombino

L’interesse del gruppo Vergero è per la società Rimateria: la proposta di acquisto è già stata fatta. Dovrà essere valutata dai creditori, perché l’azienda è fallita nel giugno scorso

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CHIANNI. Si chiama Rinascenza Toscana la società a cui potrebbe legarsi il futuro di Rimateria di Piombino. La proposta di acquisto è già passata al vaglio del comitato dei creditori dell’azienda, dichiarata fallita a giugno dello scorso anno. Il piano industriale che ha messo sul tavolo ha incassato il voto unanime ed è un segnale da leggere in positivo, dopo mesi di stallo e ipotesi evaporate nel giro di pochi giorni.

A monte c’è il Gruppo Vergero, uno dei più importanti a livello italiano nel trattamento rifiuti, con base in Piemonte. Fattura quasi 30 milioni di euro e gestisce 80mila tonnellate di rifiuti ogni anno. Controlla sei società, una di queste ha sede a Ponsacco. Un’altra, la torinese Innova Ecoservizi, si occupa di gestione di rifiuti pericolosi. Tra questi anche la bonifica, il trattamento, la rimozione e il trasporto in discarica dell’amianto.

In Toscana operano tre delle sei società del gruppo: Cascina pulita e Carvin, che si occupano della raccolta e del trasporto dei rifiuti agricoli. Da marzo dello scorso anno ha rilevato anche la quota di maggioranza della società Nsa a cui fa capo la discarica La Grillaia di Chianni. Il Gruppo piemontese ha ottenuto il riconoscimento di Campione della circular economy da Legambiente sul Treno verde e il Premio per lo sviluppo sostenibile dalla omonima Fondazione.

La proposta di acquisto adesso è al vaglio dei creditori di Rimateria. Sono 134 i creditori ammessi dal giudice delegato del tribunale di Livorno Franco Pastorelli. In pratica, salvo ammissioni tardive, si tratta di coloro cui è riconosciuto il diritto di partecipare al riparto dell’attivo, che si realizzerà con la liquidazione dei beni della società che compete alla curatrice Francesca Ozia. Dal 18 marzo c’è un termine di 30 giorni per votare il gradimento o meno della proposta di acquisto, e lo si fa in via telematica ciascuno creditore in modo autonomo. In pratica, dopo Pasqua Rinascenza Toscana potrebbe incassare il via libera al subentro. Se a prevalere saranno i voti favorevoli al giudice non resterà che prendere atto e ratificare il passaggio di proprietà. A quale cifra avvenga e quale siano i contenuti del piano industriale non è dato sapere. Di fatto, nell’impianto di Ischia di Crociano congelato dal fallimento Rimateria da giugno 2021 non si muove foglia. Le uniche operazioni proseguite sono le attività a garanzia dei presìdi minimi ambientali, gestione del percolato e del biogas prodotti dalla discarica. Chi arriva si troverà a dover rimettere mano ai lavori di risanamento del sito, interrotti con il fallimento, e creare così i presupposti per presentare una nuova richiesta di autorizzazione integrata ambientale per il rialzo del Cono rovescio e la riprofilatura e rialzo della discarica ex Lucchini, che rappresentano l’orizzonte industriale dell’azienda. È in questa cornice che dovrebbe aver trovato il necessario equilibrio chi subentra nella gestione della discarica di Ischia di Crociano e le aspettative di un territorio che vede quell’impianto come il fumo negli occhi.

Aver trovato un acquirente interessato, considerate le criticità della discarica, era tutt’altro che scontato. Negli ultimi mesi è circolato più di un nome. Accantonato l’interessamento della genovese Eco Eridania Spa, che proponeva il subentro nella gestione con l’affitto di ramo d’azienda, poiché avrebbe lasciato in capo a Rimateria il rischio d’impresa compreso l’onere delle fideiussioni e la titolarità delle autorizzazioni.

Per quanto riguarda la discarica della Grillaia, lo scorso 24 marzo Il Tar ha respinto il ricorso presentato da alcuni cittadini, che avevano ottenuto il sostegno del comune di Terricciola, contro la delibera regionale che autorizzava la messa in sicurezza e la definitiva chiusura della discarica della Grillaia mediante il conferimento di 270mila metri cubi di fibrocemento.

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di Redazione web