Il Tirreno

Pontedera

Scatta la caccia ai finanziamenti del programma Italia-Francia

Andreas Quirici
Scatta la caccia ai finanziamenti del programma Italia-Francia

Incontro a Pont-Tech per il sostegno alle piccole imprese. Il presidente Giusti: «Importante è produrre e innovare»

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PONTEDERA. Il tema è: come fa a stare sul mercato una piccola azienda, magari di un settore tradizionale? E come riesce a districarsi in mezzo a normative che cambiano continuamente, provando a partecipare e a “conquistare” finanziamenti per un determinato progetto? Domande semplici dalle risposte complesse, soprattutto per imprenditori che si sentono spesso soli di fronte alle mille sfide che propone il mondo dell’economia. Quesiti a cui ha provato a rispondere progetto “Frinet 4.0”, promosso da Camera di Commercio di Genova (capofila), l’incubatore d’impresa di Pontedera, Pont-Tech, Promocamera, aziendaspeciale della Camera di Commercio di Sassari e la Camera di Commercio del Var, in Francia. Ieri, nella sede di Artes, il centro di competenza per l’industria 4.0, si è svolta una giornata d’incontro tra i rappresentanti degli enti di sostegno alle aziende e le 24 imprese che hanno partecipato al progetto. Un percorso durato mesi e che si concluderà a settembre, poco dopo l’uscita dei bandi per i finanziamenti legati al programma trasfrontaliero Italia-Francia.

Transizione

Già, perché in questa operazione sono coinvolte aziende di regioni confinanti:costa toscana, Sardegna e Liguria da una parte, e Provenza, Alpi e Costa Azzurra dall’altra. Lo scambio commerciale tra i due territori è al centro del progetto, in cui però s’inseriscono anche le necessità di crescita all’insegna della transizione ecologica e digitale delle singole realtà. In un contesto difficile dovuto alla pandemia prima e alla guerra in Ucraina dopo. Problemi evidenti a cui ha provato a dare una chiave Marco Giusti, presidente di Pont-Tech: «Il trasferimento tecnologico è favorire l’innovazione di processo e di prodotto per le aziende e favorire le collaborazioni tra i centri di ricerca e le aziende. Stiamo vivendo momenti piuttosto difficili tra pandemia e guerra. È un periodo di difficoltà in cui non è facile districarsi e capire quali atteggiamenti assumere. Si dice che niente sarà più come prima, ma le aziende devono rapportarsi con la situazione e confrontarsi con le difficoltà. Credo che, malgrado tutto, servano tre elementi: continuare a produrre nonostante le difficoltà dovute ad aumento di costi e a mancanza di materiali; continuare a fare innovazione, perché è l’elemento che può dare soluzioni per affrontare la nuova realtà; non isolarsi e fare rete, cercando collaborazioni, perché quando le conoscenze che avevamo già non bastano, è solo con le collaborazioni che si riesce a superare i problemi».

Resistere alla crisi

Ed è qui che s’inserisce Frinet 4.0, perché punta a sostenere le imprese, creando una rete trasfrontaliera, appunto. «Chi ha capacità di lavorare con l’estero ha più possibilità di resistere alle crisi – ha detto Raffaella Bruzzone, della Camera di Commercio di Genova –. Lo abbiamo visto con la pandemia e lo osserviamo ora con la guerra in Ucraina». E Luigi Chessa, della Camera di Commercio di Sassari ha sottoleato che «questo partenariato ha capacità progettuale ed è l’unico modo per superare le difficoltà. Il nostro intento è rendere strutturali queste iniziative: abbiamo allargato repertorio di consulenti e adesso abbiamo un nutrito pool di esperti che sa assistere le imprese in maniera chirurgica in tema di digitalizzazione, internazionalizzazione e marketing».

Estate di bandi

Ma tra la teoria e la pratica c’è di mezzo la possibilità di accedere alle risorse, partendo ovviamente da progetti precisi. E qui entra in ballo la programmazione fino al 2027 dei bandi di finanziamento, illustrato da Giovanna Tortorella della Regione Toscana: «Il vincolo per partecipare è che l’idea progettuale deve ricadere nell’area del programma, ma per ottenere le risorse le aziende possono essere situate anche fuori dall’area trasfrontaliera. E la novità è che non c’è più limite al budget come avvenuto fino a pochi anni fa. Attualmente il programma è al vaglio della Commissione europea, ma riteniamo che nel periodo estivo dovrebbero uscire i primi bandi per l’erogazione dei finanziamenti».

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