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Scoperti altri sei furbetti del reddito di cittadinanza

Scoperti altri sei furbetti del reddito di cittadinanza

Chi non dichiarava nuove entrate e chi fingeva di essere in Italia da oltre 10 anni. Sei persone sono state pizzicate dai carabinieri: in totale percepiti 28.800 euro

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SANTA CROCE. Sta dando i suoi frutti l’approfondimento dei carabinieri, in corso dall’inizio dell’anno, sui percettori del reddito di cittadinanza. I militari della stazione di Santa Croce, in collaborazione con il nucleo ispettorato del lavoro di Pisa, hanno così scoperto sei persone, di diverse nazionalità, che avevano ottenuto l’accesso alla misura, e alle erogazioni di denaro, senza averne diritto.

Un controllo che ha portato alla luce un raggiro nei confronti dello Stato di quasi 29mila euro. Si tratta di 28.800 euro, per la precisione, che nell’ultimo anno i sei si erano intascati nonostante le loro situazioni non consentissero di ottenere il reddito.

Un piccolo tesoretto che dalle casse dell’Inps è finito nelle tasche di chi lo ha incassato con l’inganno senza averne diritto. Denaro che ora lo Stato cercherà di recuperare con un’azione legale nei confronti dei denunciati. Saranno chiamati a restituire infatti quando percepito durante il periodo di assegnazione della misura di sostegno al reddito.

Più nel dettaglio, i carabinieri contestano ai sei, a vario titolo, di essersi adoperati per ottenere l’erogazione del reddito di cittadinanza, utilizzando diversi stratagemmi per aggirare le regole.

Alcuni dichiarando falsamente di trovarsi in Italia da più di 10 anni, altri omettendo di comunicare entro il termine di trenta giorni la variazione reddituale rispetto a quello precedente.

Un altro trucco che viene spesso riscontrato dai carabinieri durante questo tipo di controlli, anche se non nella situazione qui presa in esame, è quella di chi omette di inserire nel nucleo familiare la presenza di una o più persone, per rappresentare una situazione di bisogno più drammatica.

Si tratta, in tutti i casi, di condizioni non aggirabili per avere accesso alla somma erogata dallo stato italiano. E che portano immediatamente alla sospensione della misura.

Così Il beneficio è stato immediatamente revocato dall’Inps e alle persone denunciate è stata chiesta la restituzione di quanto percepito indebitamente. Ma non è finita qui, perché chiaramente ci sono delle conseguenze per questo tipo di comportamenti.

Per chi omette di dichiarare variazioni del reddito o del patrimonio la pena prevista è da uno a tre anni. Per chi presenta documenti o dichiarazioni false la pena è da due a sei anni.

L’attenzione dei carabinieri è dimostrata dalle numerose azioni intraprese in provincia negli ultimi mesi. L’ultima, prima di Santa Croce, due giorni fa a Navacchio, dove i percettori abusivi del reddito erano otto. Anche in questo caso cittadini stranieri che non avevano alcun diritto per ottenerlo.

Più alta, in quel caso, la somma totale che era stata erogata nel corso del tempo per il reddito di cittadinanza. In totale 70mila euro.

Continuano i controlli sul territorio, che periodicamente portano alla scoperta di questo tipo di episodi e furberie.

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