Morto nel cantiere navale, in due vogliono patteggiare: ecco i nomi degli imputati e le accuse
Il titolare dell’azienda chiede di essere giudicato in abbreviato. Prime risposte giudiziarie per la fine di un padre di 39 anni
CASCINA. Due hanno chiesto di patteggiare la pena. Un terzo vuole essere giudicato con il rito abbreviato. Gli altri due imputati chiederanno in udienza preliminare il non luogo a procedere e attenderanno le decisioni del gup Nunzia Castellano sull’eventuale rinvio a giudizio.
A più di quattro anni dalla morte di un padre di famiglia, Alessandro Colombini, 39 anni, di Cascina, caduto da un ponteggio nel cantiere navale Seven Stars nella Darsena pisana, il processo per individuare le presunte responsabilità nell’infortunio sul lavoro muove i primi passi concreti verso una sentenza.
Davide Piccolino Corsico, 64 anni, di Santa Margherita Ligure, responsabile dell’area tecnica dell’azienda e Alessandro Del Sarto, 43 anni, di Visignano, capobarca dello yacht in refitting, hanno formalizzato una richiesta di patteggiamento della pena per omicidio colposo sulla quale il pm Miriam Pamela Romano si è riservato il consenso.
Per Piccolino Corsico è stato proposto un anno e 7 mesi con la condizionale, mentre per Del Sarto la pena indicata è di un anno e 2 mesi sempre con la sospensione. Del Sarto si è impegnato a versare un’ulteriore somma rispetto a quelle già liquidate ai parenti di Colombini dall’assicurazione della società. L’imputato ha anche inviato una lettera di scuse ai familiari della vittima che le hanno accettate.
L’abbreviato è stato chiesto dall’amministratore della Seven Stars, Davide Mugnaini, 58 anni, di Massarosa. Nessun rito alternativo per Gabriele Del Dotto, 48 anni, di Camaiore, responsabile della ditta di verniciatura e Michele Puccini, 49 anni, di Cascina, titolare della Mp Metal, alle cui dipendenze lavorava Colombini.
L’incidente avvenne nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2018. Colombini lasciò la moglie e un figlio che ora ha 11 anni. L’assicurazione nel tempo ha iniziato a versare ai familiari parte degli importi che saranno poi definiti in sede civile.
Al centro delle contestazioni la gestione del ponteggio dal quale precipitò Colombini, professione saldatore, durante i lavori su uno yacht in allestimento nel cantiere Seven Stars ai Navicelli. Un volo di 14 metri che non gli lasciò scampo.
Agli imputati viene contestata una responsabilità oggettiva sul presunto mancato rispetto delle norme e l’informazione al personale circa la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma c’è anche chi era sul posto e, senza prevederne l’esito, aveva coperto il buco tra una tavola e l’altra con il telo per proteggere il ponteggio dalla vernice. Lo scenario ipotizzato è quello di un allestimento posticcio per non imbrattare le tavole del ponteggio nella fase di verniciatura dello yacht. Per prepararlo furono stesi dei teli di nylon. Il saldatore nello spostarsi avrebbe messo il piede in un punto in cui non c’era il pannello. Solo che non poteva saperlo perché il vuoto era coperto dal nylon. E attorno all’impalcatura non c’erano appigli o protezioni a cui aggrapparsi. Prossima udienza a luglio.
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