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Peccioli Alta Valdera
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Assalto al bancomat nella notte, banda messa in fuga dai carabinieri

Libero Red Dolce
I carabinieri di fronte al bancomat (foto Franco Silvi)
I carabinieri di fronte al bancomat (foto Franco Silvi)

Ladri in azione al Crédit Agricole con la tecnica del “jackpot”. Avevano praticato dei fori sullo sportello per farsi dare i soldi 

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CAPANNOLI. Chi non ha mai fantasticato di andare a prelevare dei contanti al bancomat e vedersi erogare banconote su banconote gratuitamente dalla macchina impazzita di generosità? Ebbene, ci sono ladri professionisti che hanno trovato il modo di tramutare quella fantasia. Si chiama tecnica “Jackpot” – sì, come quando si sbancano le slot-machine ai casinò – e consiste nell’infettare con un Trojan (un file eseguibile che si può installare sui computer e che nasconde le sue vere intenzioni)il bancomat, che risponderà al comando di erogare tutte le banconote.

A tentare questo tipo di colpo, fallendo per l’arrivo dei carabinieri, sono stati due ladri al momento sconosciuti venerdì notte al Crédit Agricole che si trova a Capannoli.

Ci sono andati davvero vicini. Indubbiamente si trattava di persone con una discreta praticità, non trattandosi di un colpo banale, seppure codificato.

Una tecnica pulita, che non prevedendo l’uso di esplosivo ha il pregio di essere abbastanza discreta. E non costringe i ladri a dovere smurare o superare le barriere difensiva della banca in modi potenzialmente pericolosi. La tecnica perfetta? No.

Il principale problema è che per fare funzionare il colpo bisogna avere accesso fisico a uno sportello. Se si riesce a superare inosservati da quella fase, il più è fatto. I ladri hanno successo e possono andarsene con tutti i soldi della macchina.

A complicare questo percorso illusorio dei ladri, venerdì notte sono intervenuti i carabinieri della stazione di Ponsacco insieme a una pattuglia del nucleo radiomobile di Pontedera.

Vediamo come si sono svolti i fatti. I ladri sono arrivati sul posto intorno alle 3.30 e si sono messi subito a operare. La prima cosa che dovevano fare era garantirsi la connessione con il bancomat. Si può fare connettendo dei cavi o, come in questo caso, secondo quanto spiegato dai carabinieri, collegando una pennetta usb con il Trojan. Prima però bisogna fare dei fori sulla maschera che copre il bancomat, per collegarsi alla macchina e fare partire il malware che trasformerà il rigido bancomat in uno spensierato erogatore di generosità sotto forma di banconote. I fori sono riusciti a farli ma è a quel punto che è scattato l’allarme e si è messa in moto la prima pattuglia.

I due operativi allo sportello hanno reagito immediatamente. Pur non facendo in tempo a concludere il lavoro, sono riusciti a dileguarsi, probabilmente aiutati da uno o più complici che li aspettavano su un mezzo.

I carabinieri hanno fatto approfondite ricerche ma non sono riusciti a individuarli.

Sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza, mai filmati sono poco utili: si erano incappucciati e portavano mascherine e guanti.

Per fortuna dell’istituto, l’arrivo dei carabinieri ha evitato il danno grosso. Restano solo i due fori. Per questa volta il “cavallo di Troia” non ha varcato le mura.

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