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Calcinaia, appello per ospitare una mamma e tre figli in fuga dai bombardamenti
Tanya Zahozha racconta di 18 tra donne e bambini in arrivo: «Chi può li aiuti, perché hanno davvero perso tutto»
CALCINAIA. Accogliete le famiglie ucraine nelle vostre case. È l’appello che lancia Tanya Zahozha. Che rimbalza tra i suoi conoscenti. Che compare sulle pagine social e sui gruppi di Facebook. La sua è una richiesta d’aiuto per tutte quelle persone che stanno arrivando a Fornacette, in fuga dalla guerra e dall’esercito russo, proprio in queste ore. Sono 18. Alcune saranno ospitate da lei, altre andranno da suoi conoscenti ma una madre con tre figli di 13, quattro e due anni, non ha ancora trovato una sistemazione. «Mi rivolgo agli abitanti della Valdera. Chi può si metta a disposizione per sostenere un popolo che sta soffrendo», dice Tanya, in Toscana da sette anni.
Situazione insostenibile
«So bene di che cosa sto parlando. Sei fra queste persone sono le mie due sorelle con i rispettivi bambini. Noi siamo originarie di Korostysiv, un paesino vicino a Kiev. Ma ormai la situazione in Ucraina è insostenibile», racconta. E le immagini della guerra e dei bombardamenti scorrono sotto i suoi occhi, come se lei fosse lì. «Ero in contatto con le mie sorelle per telefono e nessuno era preparato a questo conflitto. Loro – ripercorre le tappe – sono rimaste rinchiuse in un bunker improvvisato, pieno di muffa per dieci giorni. Uscivano solamente quando sentivano smettere l’allarme delle sirene. Poi la paura è diventata troppo grande e hanno deciso di uscire dall’inferno».
Popolo allo stremo
L’atmosfera che descrive Tanya è da incubo. «Il cerchio si sta stringendo. Il popolo ucraino è allo stremo. Sparano sui civili. In strada – dice – i carri armati bruciano e sopra le teste si susseguono aerei russi e ucraini». E il viaggio per sfuggire dall’orrore è davvero un percorso della speranza fatto di ostacoli e di morte. «Per raggiungere il confine – continua Tanya – i miei parenti hanno camminato di notte. Al freddo. Col rischio di incorrere in sparatorie, in qualche soldato nemico, nei posti di blocco. Poi hanno preso un bus e sono arrivati in Polonia dove, tramite passaparola, hanno trovato una signora che li ha accolte per un paio di giorni. È stata infine la volta del treno. Mio marito è partito ieri mattina per andarle a prendere a Vienna».
Odissea inaspettata
Altri invece, fra quelli che stanno raggiungendo Fornacette, sono scappati su un’auto da nove posti. In silenzio. Pregando di lasciarsi alle spalle l’ansia e la tragedia. Un’odissea inaspettata. Un calvario che ha cambiato la loro vita da un giorno all’altro. «Mia sorella fa la professoressa di chimica, una delle mie nipoti studia farmacia. Hanno abbandonato tutto. Il loro mondo è scomparso in una bolla e l’unica speranza è scappare», sottolinea la fornacettese. Il flusso di parole è inarrestabile. Tanya spiega le condizioni indicibili in cui si sono ritrovati i membri della sua famiglia e gli amici. «Mio fratello è ancora in Ucraina, insieme a mia madre. Ha compiuto 18 anni a gennaio – aggiunge – e la maggiore età l’ha inchiodato a una guerra a cui ovviamente non era pronto».
Compleanno al sicuro
La nipote più piccola invece ha compiuto quattro anni ieri. «Spero che almeno a casa mia, al sicuro, possa festeggiare il suo compleanno», sussurra Tanya mentre si aggrappa al desiderio di pace e alla generosità di chiunque si faccia avanti. «La solidarietà è una grande risposta per quelli che stanno fuggendo per proteggere i loro figli. Hanno perso tutto. Le famiglie dei compagni di scuola di mia figlia ci stanno sostenendo ma mi rivolgo a tutti. Chi può ci dia una mano. Il mio numero di telefono è 366 1194416. Perché le cose sono peggiori di come sembrano. E gli ucraini che ci riusciranno tenteranno di venire via. Garantendo la regolarità degli ingressi», conclude Tanya. Con un appuntamento già fissato venerdì allo sportello immigrati, per accompagnare le sorelle a registrarsi e avviare la procedura per la presa in carico delle autorità italiane.
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