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Da Terricciola a Lari le sagre ripartono
Gusto e socialità si preparano a tornare protagonisti. Dopo lo stop per la pandemia ufficializzate le prime date
TERRICCIOLA. Voglia di tornare a stare insieme. Voglia di riempire le tavole con piatti buoni da degustare. Voglia di respirare. Voglia di non avere più paura. Voglia di libertà. Voglia!
Così rispuntano le sagre e le feste di paese, dei nostri paesi. Costretti a sospendere qualsiasi iniziativa un paio di anni fa, eccoli di nuovo pronti a richiamare gente nelle loro contrade ora che la morsa del Covid sembra aver allentato la presa e anche le disposizioni anti-pandemia stanno prendendo la strada di un alleggerimento.
Per di più si va verso la buona stagione e anche il tempo meteo dà una notevole mano a riorganizzare feste e sagre.
Sulle colline c’è aria di festa, che a Morrona si trasforma in “Festa dell’allegria” il primo fine settimana di luglio. E il primo sabato dello stesso mese, a Terricciola ci sarà la Notte bianca, mentre Calici di stelle è stato programmato per il 6 agosto. Terza settimana di settembre “presa” dalla pluridecennale Festa dell’uva e del vino, con gli organizzatori che in questi giorni stanno valutando la possibilità del suo trasloco da Terricciola a La Rosa.
Non stanno a guardare neppure a Lari dove per il 28 e il 29 maggio è stata programmato il Festival della ciliegia che così torna dopo la pausa forzata. Festa che si protrarrà pure nel successivo fine settimana, dal 2 al 5 giugno. All’ombra del castello dei Vicari stanno decidendo anche per tutta l’altra serie di feste e sagre.
A Buti, abitanti da sempre maestri, nel creare momenti di aggregazione e di festa. Il fulcro è il Palio di sant’Antonio, saltato a fine gennaio, ma riproposto il prossimo 24 aprile. Intorno e accanto alle sfilate e alla sfida ruota tutta una serie di feste messe in piedi dalle sette contrade: un po’ come fossero pianeti e satelliti che rivoluzionano intorno al sole. Lo sappiamo da prima della sospensione: la sagra della pizza, o quella del cinghiale, quella del tortello o l’altra del cinghiale, ecc. rappresentano appuntamenti che, oltre a aggregare contradaioli e chi viene a Buti, servono a fare cassa. Nel senso che gli introiti sono destinati alla festa principale del paese.
Così le contrade di Pievania, Ascensione, San Nicolao, San Michele, San Francesco, La Croce, San Rocco sono pronte a organizzare le rispettive feste; non sappiamo ancora dove e quando, ma lo faranno, dopo la forzata pausa.
E poi c’è la festa, a esempio, dei commercianti butesi il primo weekend di giugno: si chiama Buti music. Ovviamente nel cesto delle feste c’è da inserire anche quelle che si tengono a Cascine: dalla sagra del ranocchio a quella della zuppa.
Nella contigua Bientina è sempre “questione” di palio che sarà proposto a luglio. Gli organizzatori stanno studiando la data più adeguata. Intanto è stata decisa quella del “recupero” del tradizionale carnevale: sarà un 25 aprile con i coriandoli.
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