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Soldi dallo Stato, ma erano agli arresti a casa

Pietro Barghigiani
Soldi dallo Stato, ma erano agli arresti a casa

Terricciola e Palaia: denunciate dai carabinieri undici persone che incassavano il reddito di cittadinanza illegalmente: caccia a 75mila euro

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Terricciola. Un piccolo tesoretto che dalle casse dell’Inps è finito nelle tasche di chi lo ha incassato con l’inganno senza averne diritto.

Sono undici i denunciati dai carabinieri delle stazioni di Terricciola (sei) e Palaia (cinque) per aver percepito in maniera indebita il reddito di cittadinanza.

L’attività dei militari dell’Arma, in collaborazione con il nucleo ispettorato del lavoro di Pisa, ha permesso di scoprire un’uscita illecita di soldi pubblici per almeno 75mila euro (60mila per i sei di Terricciola e 15mila per cinque di Palaia). Denaro che ora lo Stato cercherà di recuperare con un’azione di legale nei confronti dei denunciati.

Le tipologie delle violazioni sono comuni ai casi che periodicamente le forze dell’ordine portano alla luce con i controlli a campione sui requisiti di chi ha ottenuto l’aiuto statale.

C’è chi aveva un reddito o lo ha avuto, trovando lavoro, e non lo ha comunicato al momento di fare la domanda o dopo aver iniziato a ricevere i soldi. E c’è chi, da straniero, non era residente in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Altri ancora erano agli arresti domiciliari e, quindi, non potevano chiedere il sussidio.

Nel corso degli accertamenti i carabinieri si sono imbattuti in quelli che passano alle cronache come i casi dei “furbetti del reddito”.

Sono state notate delle incongruenze e tutti e undici sono stati denunciati.

Controlli mirati, che incrociano i dati per andare a scoperchiare tutte quelle situazioni in cui il reddito viene percepito in maniera truffaldina, togliendo ad altri che ne avrebbero diritto la possibilità di accedere alla misura.

Nel compilare i documenti, e nel fornire la dichiarazione che deve essere allegata per vedersi accreditato il denaro, non hanno inserito delle variazioni di reddito da parte dei coniugi e altre indicazioni che avrebbero messo in dubbio la continuità della misura. E così, indebitamente, hanno continuato a vedersi erogare i soldi del reddito di cittadinanza.

Un raggiro insomma che andava avanti da un po’ di tempo, nella speranza di restare impuniti. Alla fine sono stati scoperti e denunciati per aver omesso di comunicare le variazioni del reddito e per aver taciuto la fondamentale assenza di requisiti.



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