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Crv, in arrivo la cessione del ramo d’azienda Il consiglio aperto si farà

Crv, in arrivo la cessione del ramo d’azienda Il consiglio aperto si farà

I sindacati: «La sede resta Volterra, non dividere il personale». Intanto è confermata l’assemblea cittadina di martedì

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VOLTERRA. Si torna a trattare. Per questo il secondo sciopero (dopo quello di venerdì scorso) , indetto per oggi, è revocato. Ma resta in calendario il consiglio comunale aperto, sulla vertenza della Cassa di Risparmio di Volterra, programmato per martedì alle 18 (vedi box). E intanto i sindacati spiegano con una nota congiunta i motivi che hanno portato a fermare, almeno per ora, la protesta. Una decisione arrivata nella tarda serata di giovedì, al termine di un confronto tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici della banca.

Una convocazione arrivata dopo che il presidente Alberto Mocchi, attraverso un comunicato stampa, si era rivolto ai lavoratori, sottolineando che «la banca deve affrontare una riorganizzazione perché crisi economica, pandemia, automazione, sistemi digitali, abitudini della clientela, stanno cambiando lo scenario. O riusciamo ad adeguarci a una nuova vita, oppure rischiamo di estinguerci. Chiuderemo anche qualche filiale, ma il nostro impegno è e sarà, di trovare soluzioni affinché vengano mantenuti nel territorio i livelli di occupazione attuali. Con la contrapposizione violenta si perde lucidità e non si produce nulla, mentre ci sono soluzioni possibili». Una parziale apertura che poi ha trovato continuità con la convocazione dei rappresentanti sindacali.

«Evidentemente – sottolineano in un comunicato First Cisl, Fisac Cgil, Fabi e Uilca – la Cassa non ha potuto ignorare l’altissima percentuale di adesione allo sciopero del 4 febbraio, prossima al’80%, con la chiusura di 57 sportelli su 60, la partecipazione attiva di circa un centinaio di lavoratori al presidio in Piazza dei Priori, l’intervento del sindaco di Volterra Giacomo Santi e la mobilitazione delle delegazioni sindacali di molti istituti di credito. Nella riunione l’azienda si è dichiarata disponibile al riconoscimento con decorrenza 1° gennaio 2022 della parte economica del contratto integrativo non applicato dal 31 dicembre scorso. E questo rappresenta per noi un significativo passo avanti. Le parti hanno comunemente convenuto di effettuare incontri serrati al fine di raggiungere la definizione di un nuovo Cia in tempi rapidi».

L’altro nodo riguarda la creazione di una struttura centralizzata per il back office e i servizi di istruttoria dei crediti: «Il presidente – sottolineano i sindacati – ha comunicato che è in fase di definizione la cessione del ramo d’azienda del back-office ad un partner leader di settore di servizi tecnologici ed amministrativi bancari. Ha anche assicurato che il perimetro di questa operazione sarà tale da garantire gli istituti giuridico-economici dei lavoratori coinvolti e la salvaguardia dei livelli occupazionali sul territorio in quanto la sede delle lavorazioni sarà mantenuta a Volterra. Abbiamo hanno nuovamente espresso la nostra contrarietà a qualunque opzione che comporti una divisione del personale, ponendo come unica soluzione percorribile quella del ricorso all’istituto giuridico del distacco, pienamente compatibile con gli obiettivi aziendali di riduzione dei costi».

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