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Peccioli Alta Valdera
Peccioli Alta Valdera

«Saremo inondati dai rifiuti». Sos ai sindaci: «Fermatevi»

«Saremo inondati dai rifiuti». Sos ai sindaci: «Fermatevi»

Movimenti e associazioni ambientalisti firmano una lettera aperta contro le previsioni della Regione sulla Grillaia e i futuri ampliamenti delle discariche in Valdera

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CHIANNI. «Cari sindaci, salvaguardare l’ambiente significa anche occuparsi, ora, della salute futura del territorio e delle persone che lo abitano o che lo abiteranno; non bastano i proclami ma servono le scelte, anche se scomode per la politica o per il mercato».

Comincia così la lettera aperta che un lungo elenco di associazioni e comitati ha indirizzato ai primi cittadini dell’Alta e della Bassa Valdera. Ci sono il Sindacato generale di base di Pontedera, il Gruppo Zero Chianni, Stop Grillaia, assemblea permanente No Keu, i circoli Arci Il Botteghino e Lari, Legambiente Valdera, l’associazione La Rossa di Lari, Rifondazione Comunista, Potere al popolo Valdera, Valdera comunista, Per una svolta in Comune Lari, le Sezioni comuniste Gramsci Beringuer, l’Unione inquilini zona Cuoio.

«La Valdera – scrivono – è un territorio di colline, terra di vigne ed olivi, borghi e campagne adatte ad un'accoglienza turistica a vocazione ambientale. Per il futuro di questo territorio, il tema ambientale più urgente è quello dei rifiuti. La montagna di rifiuti che sta per riversarsi negli ampliamenti delle discariche toscane ci costringe a scrivere a voi sindaci. Poiché sappiamo che il compito principale di un sindaco è quello di tutelare la salute dei propri cittadini, ci chiediamo come sia possibile che quasi tutti voi – tranne qualche eccezione – vi tappiate bocca e occhi per non vedere quello che sta accadendo in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti in Valdera. Le autorizzazioni o i silenzi riguardano la Regionee gli altri enti territoriali periferici. Le amministrazioni regionali e comunali non sono però soggetti astratti, sono composti da persone che accettano l'incarico volontariamente, le quali, sulle varie scelte, possono esprimere il proprio voto favorevole o il proprio dissenso».

Associazioni e movimenti ripercorrono le tappe normative in materia di rifiuti definendo quello attuale come uno «scenario lasciato colpevolmente incerto» dentro il quale «le decisioni politiche dei vari Comuni vengono prese senza avere un riferimento temporale e una progettazione organica che miri davvero alla salvaguardia dell’ambiente e della salute». Da qui l’appello: «Come fate a non vedere che il conferimento nella discarica de “La Grillaia” di 270 mila metri cubi di amianto, autorizzato dalla Regione Toscana, comporterà sicuramente un serio pericolo per la salute di tutti i cittadini residenti in Valdera? Si tratta di un quantitativo abnorme, che probabilmente per la gran parte arriverà da fuori Regione, che verrà riversato in una discarica chiusa da più di 20 anni, ma mai messa in sicurezza. Come fate a stare in silenzio rispetto a un ampliamento di enormi dimensioni come quello della discarica di Peccioli? Si parla di un aumento volumetrico di cinque milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti, una vera montagna che praticamente raddoppierà l'attuale capacità. Anche per questo ampliamento volumetrico è stata richiesta autorizzazione alla Regione e a cui stiamo facendo opposizione, perché sarebbe un ulteriore schiaffo a chiunque voglia vivere in un territorio ambientalmente sano, dove la salute delle persone non venga messa in pericolo dal perseguimento ad ogni costo del profitto». I firmatari citano poi i siti di Orciano, Pomarance, Gello «anche queste in continuo ampliamento volumetrico: Bassa Valdera e Alta Valdera sono quindi letteralmente circondate da enormi discariche». Non manca poi il riferimento allo scandalo dello smaltimento dei fanghi delle concerie di Santa Croce (l’inchiesta Keu, ndr). «Appare purtroppo evidente come la Bassa e l’Alta Valdera siano state scelte come zona pattumiera di una grossa parte della Toscana – concludono associazioni e movimenti che si appellano ai primi citatdini – Vi chiediamo perciò uno scatto di orgoglio e di dignità. “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti!”».
 

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