Tra un mese l’ordinazione del nuovo vescovo poi l’arrivo in Diocesi a Volterra
Don Roberto Campiotti diventerà monsignore il 26 febbraio, dal 27 marzo sarà con la sua nuova comunità
VOLTERRA. È arrivata l’ufficialità, direttamente da don Roberto Campiotti nominato nuovo vescovo di Volterra dieci giorni fa. La sua ordinazione episcopale, visto che ancora è reverendo, è stata fissata per sabato 26 febbraio nel Duomo di Milano alle 10.30. Mentre il suo ingresso nella diocesi di Volterra avverrà un mese dopo, nel pomeriggio di domenica 27 marzo.
A quel punto l’attuale don Roberto ma ormai prossimo monsignor Campiotti sarà nel pieno possesso della nuova carica e inizierà a svolgere il suo ministero apostolico nella Diocesi di Volterra.
Solenne, sentita ed emozionante sarà l’ordinazione episcopale nello splendido scenario del Duomo di Milano presieduta direttamente dall’arcivescovo mons. Mario Delpini e concelebrata insieme al corpo presbiterale dell’arcidiocesi meneghina che, lo ricordiamo, è la più grande al mondo - con le sue 1.101 parrocchie, raggruppate in 63 decanati che sono a loro volta ripartiti in 7 zone pastorali e più di 5 milioni e mezzo di abitanti - e di cui il futuro pastore della Chiesa volterrana è stato prete, prima del suo incarico nel 2010 di rettore del Collegio internazionale ecclesiastico san Carlo Borromeo a Roma che accoglie sacerdoti e studenti da tutto il mondo inviati dai propri vescovi per completare la loro formazione.
In sostanza si tratta di un altrettanto polo tutto ambrosiano legato fin dalle origini all’Arciconfraternita dei santi Ambrogio e Carlo sorta nel Quattrocento come riferimento per i lombardi residenti a Roma, di cui don Campiotti è primicerio, e che riedificò l’attuale basilica di san Carlo in via del Corso. Infatti, a due passi da palazzo Chigi il Collegio ha la sua sede.
Ma nel territorio dell’arcidiocesi di Milano, a Varese, don Campiotti nacque il 31 ottobre 1955 ed entrò nel seminario di Milano dopo aver terminato il liceo scientifico nel 1974. Ha conseguito il baccalaureato in teologia nella Facoltà teologica dell’Italia settentrionale ed è stato ordinato prete il 16 giugno 1979.
Negli anni è stato insegnante di religione alle medie e alle superiori, vicario parrocchiale a Laveno-Mombello, Milano e Cassano Magnago, fino a giungere a Sumirago dove è rimasto per quindici anni e dove è diventato il primo responsabile della nuova comunità pastorale “San Benedetto”. Poi, 11 anni fa, il prestigioso incarico nel Collegio romano e il 12 gennaio la nomina da parte di papa Francesco a nuovo vescovo di Volterra al posto di mons. Alberto Silvani che a settembre aveva raggiunto il limite dei 75 anni e aveva presentato le sue dimissioni al pontefice.
All’indomani della nomina, il futuro mons. Roberto Campiotti ha manifestato la linea che può non sembrare un vero e proprio progetto pastorale ma ciò che, a suo modo di pensare, conta davvero: «Compito della Chiesa, di ogni battezzato, di ogni ministro ordinato è testimoniare Cristo, portare Cristo all’uomo e l’uomo a Cristo» ha poi spiegato. Resta da vedere quale sarà il motto che vorrà inserire nel suo stemma episcopale che dal 27 marzo prossimo campeggerà sulle sue lettere ufficiali e nel vescovado in via Roma a Volterra.
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