Keu e discariche: «No alla provincia trasformata in pattumiera regionale»
santa croce. Si sono riunite a Pontedera alcune associazioni della Valdera, della zona del Cuoio e dell’Empolese Valdelsa, che si stanno mobilitando in seguito all’inchiesta sullo smaltimento del Keu. «La prossima riunione, alla quale siamo certi che parteciperanno ancora più realtà associative, sarà importante perché oltre a decidere un’iniziativa unitaria da costruire per liberare il territorio dai rifiuti e dai veleni. Decideremo se rendere stabile il coordinamento tra le varie associazioni e quanto allargarlo a vertenze territoriali connesse e interessate su scala regionale per dare continuità ed efficacia all’iniziativa unitaria contro l’inquinamento da rifiuti. Senza nulla togliere alla libertà organizzativa e decisionale delle singole associazioni, ma proponendo fattibili alternative».
Sono diversi i fronti aperti sul tema rifiuti e ambiente, nel mirino di Sindacato generale di Base, Associazione La Rossa di Lari, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Gruppo Zero, Comitato assemblea permanente no Keu, circolo Il Botteghino, La Svolta in Comune Casciana Terme Lari, Legambiente Valdera, Valdera Comunista, sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer, Unione inquilini zona Cuoio.
«Il conferimento alla discarica Grillaia di 270mila metri cubi di amianto, già autorizzato dalla Regione, e l’ampliamento volumetrico di cinque milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti alla discarica di Peccioli (per cui è stata richiesta autorizzazione alla Regione Toscana e a cui stiamo facendo opposizione), sono uno schiaffo a chiunque voglia vivere in un territorio ambientalmente sano, dove la salute delle persone non venga messa in pericolo dal perseguimento ad ogni costo del profitto. E sono un insulto anche a tutte quelle realtà produttive e ricettive – spesso promosse da giovani imprenditori – che hanno scommesso sull’ospitalità agrituristica, sulle produzioni enogastronomiche biologiche e di qualità, e che vedono fortemente compromesso il loro lavoro dall’immagine che si sta profilando della Valdera quale ricettacolo di tutti i tipi di rifiuti provenienti da gran parte della Toscana. Inoltre, abbiamo il continuo ampliamento delle discariche di Pomarance e Gello e a tutto ciò si deve aggiungere il fatto che nel nostro territorio sono stati smaltiti illegalmente i fanghi tossici delle concerie di Santa Croce, cosa che ha obbligato la magistratura ad aprire un’indagine, ma attualmente non possiamo neanche escludere che parte di quei fanghi siano stati conferiti sotto l’asfalto delle nostre strade in luoghi non ancora individuati». Secondo le associazioni, il territorio provinciale rischia di diventare «la pattumiera di gran parte della Toscana».
Per questo «un serio Piano regionale dei rifiuti, sia urbani che speciali, è un’esigenza imprescindibile. Non è accettabile il criterio facile e arcaico, di concentrare i diversi impianti di smaltimento delle diverse filiere dei rifiuti, nelle aree regionali meno popolate e più lontano possibile dalle popolazioni».
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