Il Tirreno

Pontedera

presentazione al pacini 

La storia di Gino diventa un libro grazie al figlio

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La storia di Gino Pellegrini – scappato infinite volte alla morte dopo esser stato catturato in Grecia – è diventata un libro: a scriverlo il figlio minore Roberto, che nella vita fa l’imprenditore conciario. Il libro si intitola “Attimi terribilmente interminabili: la guerra, il lager, il ritorno. La storia vera di un viaggio lungo sette anni”. Pellegrini junior da anni lavora a questo progetto, da quando quasi casualmente è riuscito a scoprire dove il padre era stato prigioniero: prima in un campo per militari, poi in una fattoria “al servizio” dei tedeschi.. Gino fu prigioniero a Chemnitz, nella Bassa Sassonia, dove lavorava (in condizioni umilianti e rischiando continuamente la morte) per sostenere lo sforzo bellico tedesco; un giorno – durante una marcia – cadde su un lato della strada e fu raccolto da un contadino del luogo, il signor Buschmann. Gino visse con quella famiglia, si occupava degli oneri della stalla (era esperto di cavalli) e veniva sfamato a latte e patate; i prigionieri venivano così impiegati perché i maschi tedeschi era quasi tutti al fronte e non potevano occuparsi delle faccende in patria. Gino fu trattato in maniera molto più umana, tanto che quando arrivarono i russi si prodigò affinché i Buschmann venissero risparmiati; la famiglia tedesca, come ringraziamento, gli regalò una bici. Che Pellegrini usò per tornare in Italia, salvo venire sequestrata dai carabinieri al confine. Gino – dopo mille peripezie – riuscì a tornare alla Torre e a riabbracciare la fidanzata e promessa sposa Iva Valori. Il libro è edito da Edizioni Dell’Erba. Verrà presentato il 27 gennaio al Teatro Pacini, in occasione del Giorno della Memoria.

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