Disservizi senza fine nel paese orfano del medico di famiglia «Vogliamo risposte»
La consulta scrive nuovamente all’Asl per denunciare i disagi «A Casteldelbosco non è garantito il diritto alla salute»
montopoli. È un piccolo bollettino di guerra quello messo nero su bianco ancora una volta dalla consulta di Casteldelbosco, nella tormentata battaglia per il medico di famiglia nella frazione.
A snocciolare tutta una serie di nuovi disservizi di questi giorni nella scelta del medico da parte dei residenti, “orfani” del dottor Francesco Peyronel, giovane supplente andatosene a dicembre, è ancora la consulta di frazione, tramite il membro Roberto Salvadori.
«I principi costitutivi del tanto blasonato servizio sanitario toscano si ispirano alla “centralità e partecipazione del cittadino in quanto titolare del diritto alla salute e soggetto attivo del percorso assistenziale”, all’“universalità e parità di accesso ai servizi sanitari per tutti gli assistiti”, al “pieno coinvolgimento degli enti locali nelle politiche di promozione della salute” – scrive il rappresentante della consulta – ma si scontrano e si contrappongono agli eventi che ultimamente stiamo vivendo. Per 10 mesi siamo stati assistiti da un ottimo medico che, a causa di una regola Asl fortemente anacronistica che gli ha impedito di acquisire nuovi pazienti, si è visto costretto a lasciare l’incarico».
Di qui una serie di disservizi che si sono susseguiti nella scelta dei cittadini rimasti senza dottore, verso alcuni dei medici già in servizio nel comune, in attesa che la professionista che ha accettato l’incarico, assicurandosi il posto lasciato vacante prenda definitivamente servizio il 1° febbraio. Un insediamento che però non garantisce la riapertura dell’ambulatorio a Casteldelbosco (il medico potrebbe scegliere un’altra sede nello stesso ambito territoriale) .
Nell’attesa del nuovo dottore «alcuni cittadini si sono trovati improvvisamente senza medico di famiglia da gennaio e tramite il portale Open Toscana hanno scelto il dottor Luigi Bellagamba (sostituto del pensionato Luciano Caciagli) ottenendo la certificazione di presa in carico – racconta Salvadori – peccato però che quando si sono recati all’ambulatorio non siano stati accettati in quanto il medico aveva avuto dall’Asl il diniego ad acquisire nuovi pazienti».
Altri racconti parlano di appuntamenti allo sportello per il cambio medico dati a distanza anche di 15 giorni. «Altri ancora – continua Salvadori – si sono sentiti rispondere con fare aggressivo e scostante che dovevano pensarci per tempo».
Tutto questo mentre altri medici starebbero smentendo le assegnazioni dell’Asl o lamentando carichi eccessivi. A tutto questo, in queste settimane, sta sopperendo la guardia medica, non senza problemi: «I tempi di attesa sono lunghi – dicono dalla consulta – e le persone spesso non vengono ricontattate».
A giorni, probabilmente, si saprà qualcosa di più sulla dottoressa che dovrà prendere il posto occupato per circa un anno dal dottor Peyronel, intanto però la consulta chiede chiarimenti.
«Sarebbe stato più logico, in questo periodo di pandemia, fare una deroga nei confronti dei medici sostituti che, in realtà, spesso sono costretti a lasciare l’incarico per via di regole assurde dell’Asl sul tetto agli assistiti – continua Salvadori – . Com’è possibile che, nonostante il lungo preavviso, nessuno si sia preoccupato di organizzare la sostituzione in modo tempestivo? ».
Domande – alla quali si aggiungono quelle relative ai problemi emersi nella scelta del nuovo medico attraverso il portale della Regione – rivolte dalla consulta all’amministrazione comunale e alle quali anche lo stesso sindaco Giovanni Capecchi vorrebbe risposte dall’Asl, dopo che nelle scorse settimane, insieme alla vicesindaca Linda Vanni, aveva incalzato i vertici dell’Azienda su una situazione che stava chiaramente degenerando. «A più riprese abbiamo parlato coi cittadini consapevoli di ciò che stava accadendo – dice il sindaco – . Avevamo avvertito l’Asl Toscana centro di quello che sarebbe avvenuto, facendoci carico delle richieste dei cittadini e della petizione» sottoscritta da 500 cittadini. «Adesso che tutto questo si sta realizzando credo che dovremo chiedere ancora conto alla dirigenza Asl, cosa che faremo nei prossimi giorni».
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