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Anche Volterra nel complesso puzzle della riduzione delle Diocesi italiane
Sono una quarantina i vescovi che si sono dimessi o che lasceranno nel corso del 2022 per raggiunti limiti di età
scossoni in curia
paolo falconi
Anche Volterra è nella complessa partita a scacchi (termini, se vogliamo, poco religiosi, ma che rendono l’idea) degli avvicendamenti e delle decisioni che papa Francesco dovrà prendere a breve. Il 2022, infatti, sarà foriero di cambiamenti per la Chiesa italiana visto che sono numerosi i vescovi che compiranno i 75 anni e saranno obbligati a presentare la lettera di rinuncia per raggiunti limiti di età come prevedono le norme canoniche. A loro si aggiungono coloro che hanno raggiunto l’età prevista dal Codice e che ancora non sono stati sostituiti.
Così anche la Diocesi di Volterra è in attesa delle decisioni del palazzo pontificio dopo che ai primi di settembre mons. Alberto Silvani ha raggiunto i limiti di età e due giorni dopo ha presentato “le dimissioni” al papa. Per la Diocesi che abbraccia cinque province si è avanzato il rischio di soppressione o accorpamento, ma ultimamente proprio la sua vastità si sarebbe trasformata in “vantaggio” per il mantenimento della sede vescovile. Resta da superare l’asticella dei 100mila abitanti.
Si prospetta un superlavoro per il papa, visto che insieme a mons. Silvani (nato nel 1946) hanno presentato la rinuncia anche l’arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa Cesare Nosiglia (nato nel 1944) ; l’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia (1945) ; il vescovo di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti (1945) ; quello di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca che ha già fatto registrare il primo scossone del nuovo anno con mons. Giacomo Morandi che lascia l’incarico di segretario della Congregazione per la dottrina della fede per diventare vescovo di quella zona emiliana; quello di Monreale Michele Pennisi; l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina rimpiazzato subito da Luigi Renna, finora vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano; il vescovo di Nicosia Salvatore Muratore; il 5 gennaio l’ordinazione e l’ingresso a Terni-Narni-Amelia del nuovo vescovo Francesco Soddu; l’insediamento nella diocesi di Catanzaro-Squillace di Claudio Maniago, finora vescovo di Castellaneta, che succede all’arcivescovo Vincenzo Bertolone; il vescovo di Fiesole e vicepresidente della Cei Mario Meini, originario di Legoli; i vescovi ausiliari di Roma Guerino Di Tora e Paolo Selvadagi (come gli altri nati nel 1946) .
Il rimpiazzo di alcuni e la “pausa” per altri, non è di facile comprensione per arrivare alla quadratura del cerchio. Come interpretare la mancata soluzione dopo oltre quattro mesi per la diocesi di Volterra? Il progetto di riduzione delle diocesi sotto i 100mila abitanti porterà a una diminuzione di una quarantina di vescovi italiani.
Sono 16 i vescovi – come rileva Aci stampa, l’Agenzia cattolica italiana del gruppo Aci Ewtn news – che compiranno 75 anni nel corso di quest’anno. Compreso il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, 80 anni il prossimo 7 aprile e appena uscito dal Covid per la seconda volta. Il primo a raggiungere il traguardo dei 75 anni sarà il 20 gennaio il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro Riccardo Fontana. Poi, tra gli altri, l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori; l’ultimo, il 18 ottobre, il vescovo di San Marco Argentano-Scalea Leonardo Bonanno.
Sarà il papa a decidere se e quando sostituire i vescovi over 75, ma non è escluso per alcuni possa provvedere a una proroga. Possibile anche l’unione delle diocesi in persona episcopi per completare il processo di riduzione. E qui Volterra può essere chiamata in causa in prima istanza. In persona episcopi, come abbiamo spiegato altre volte, alla lettera significa “nella persona del vescovo”; è un’espressione latina usata dalla Santa Sede per indicare l’unione di due o più diocesi, con la quale si lasciano inalterate le strutture di ciascuna (seminari, cattedrali, uffici di curia) a eccezione del ministero episcopale, che è esercitato da un unico vescovo. È la forma più blanda di unione e può avere carattere temporaneo. In qualche caso per l’unione aeque principaliter o la plena unione. Attualmente sono diverse le Diocesi italiane unite in persona episcopi. Da metà giugno, in Toscana, dopo la rinuncia alla Diocesi di Grosseto di mons. Rodolfo Cetoloni e «l’unione in persona episcopi – come informava il Bollettino della sala stampa della Santa Sede – delle diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello e Grosseto con la nomina di mons. Gianni Roncari».
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