Meteo
Misericordia di Chianni, pochi volontari e diminuiscono ancora i servizi
A nulla sono serviti gli appelli e l’assemblea: «Caleremo i giorni a settimana per le emergenze»
CHIANNI. Non è servita una forte presa di posizione su Facebook con l’appello ai compaesani a unirsi ai volontari della Misericordia. Non è bastata neppure un’assemblea pubblica prima della fine del 2021. L’associazione resta a corto di personale soprattutto per coprire i turni del servizio di emergenza, quella gestito dalla centrale del 118 che invia le ambulanze nei luoghi degli incidenti. E, vista la situazione, il responsabile Stefano Degl’Innocenti spiega che «la copertura del servizio, presto, diminuirà ulteriormente».
Quella che si è creata nel borgo dell’Alta Valdera non è certo una bella situazione. La copertura delle emergenze per una zona come Chianni da parte di un’associazione del posto garantisce velocità d’intervento, elemento spesso fondamentale in casi critici come attacchi cardiaci o scontri stradali. Dover attendere i soccorsi da paesi più lontani potrebbe essere fatale. «Fino a qualche anno fa – dice ancora Degl’Innocenti – riuscivamo a coprire i turni durante le 24 ore, tutti i giorni della settimana. Oggi arriviamo a cinque giorni a settimana, ma solo perché qualcuno resta praticamente tutto il giorno a prestare servizio per le emergenze. Una fatica immane che non garantisce neppure la qualità degli interventi».
Il contesto, resta quindi difficile, con molti chiannerini che non sembrano intenzionati ad avvicinarsi al mondo del volontariato. «In troppi preferiscono fare altro – dice ancora il responsabile della Misericordia di Chianni – che, invece, dare una mano alla collettività in un contesto, quello sanitario e dei soccorsi, che sarebbe centrale per la vita sociale. Specialmente in un posto piccolo come il nostro e servito male dalle infrastrutture». Nell’appello su Facebook, Degl’Innocenti fu molto duro. Accusò i chiannerini di voler restare al bar senza fare niente piuttosto che dare una mano al prossimo. E, a distanza di alcune settimane, nulla sembra essere cambiato.
«Siamo sempre gli stessi – dice il volontario –. A nulla sono serviti gli appelli e l’assemblea. Per le urgenze siamo una ventina, ma credo proprio che a breve saremo costretti a scendere ulteriormente. Da cinque giorni alla settimana passeremo a tre giorni alla settimana. Non ce la facciamo a fare di più e siamo costretti a rivedere ancora i nostri impegni sul territorio. Continueremo a garantire i trasporti sociali. Ma dovremo ridurre la copertura delle emergenze».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

