Italia
Quasi 150mila euro per la messa in sicurezza idraulica dell’anfiteatro
L’intervento dovrà essere portato a termine in inverno «Così faremo lavorare tranquilli gli archeologi»
Paolo Falconi
volterra. Ai ripari da eventi atmosferici. Venti secoli, più o meno, custodito nel grembo di Madre Terra non possono andare perduti dopo qualche anno che è stato riportato alla luce per essere ammirato. L’anfiteatro romano, venuto alla luce per caso nel 2015, è «una scoperta straordinaria e incredibile, come ha detto un paio di mesi fa il ministro della Cultura Dario Franceschini in visita a Volterra.
Per questo c’è una delibera di Palazzo Priori con cui si approva il progetto definitivo di “Interventi di scavo restauro e messa in sicurezza dell’anfiteatro romano” per l’importo complessivo di 147.412,80 euro.
Un intervento importante che partirà «al massimo entro un mese, non appena la Soprintendenza avrà “calendarizzato” i lavori», rileva l’ingegnere Cristiano Ciolli dell’ufficio Lavori pubblici del Comune di Volterra.
Considerato che le campagne di scavo finora effettuate nel sito archeologico hanno portato alla luce «circa un quarto delle strutture murarie esistenti e localizzato il sistema di gallerie di servizio dell’anfiteatro stesso» e ritenuto di procedere con alcuni lavori propedeutici «all’esecuzione degli interventi di scavo archeologico futuri, quelli previsti per tutto il 2022, che porteranno alla luce altre porzioni interrate dell’anfiteatro e alla loro messa in sicurezza» occorre mettere in sicurezza il sito dagli scoli delle acque con la loro regimazione. Insomma, il terreno in zona Porta Diana non deve dare problemi per proseguire nel far emergere quel tesoro.
Un intervento di cui si parla da tempo. La necessità di mettere in sicurezza dal punto di vista idrogeologico parte dell’area di scavo è un tema venuto fuori in passato e che ha comportato un ulteriore lavoro di équipe per mettere a punto il piano, ma anche per reperire i fondi necessari per dare il via ai lavori. Si tratta di un’opera fondamentale per il futuro del cantiere condotto dalla squadra di archeologi guidata da Elena Sorge, funzionaria della Soprintendenza e direttrice scientifica dello scavo.
Nel computo dei lavori da eseguire con quell’importo di quasi 150mila euro anche altri piccoli interventi ma soprattutto «lo spostamento – spiega l’ingegnere Ciolli – delle casupole di accoglienza dalla parte nord-est a quella di nord-ovest del sito archeologico». Una tappa di rilievo per proseguire nella delicata operazione di scavo del terreno di tutta l’area dell’anfiteatro romano che potrebbe riservare ulteriori sorprese dal punto di vista storico. Una tappa, dicono gli esperti, che deve essere portata a termine nella stagione invernale per «diminuire i rischi di esondazione della rete fognaria comunale, l’annullamento dei rischi di esondazione nell’area e la messa in sicurezza idraulica nell’ottica della valorizzazione delle evidenze archeologiche dell’anfiteatro romano».
Proprio per questo nell’arco di poco più di un mese devono iniziare i lavori, per poi dare corso ai successivi scavi del sito.
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