La salvezza di Vitesco passa da tre progetti per motori green
fauglia. Produzioni “alternative” e sviluppo di componenti per motori “verdi”. Prosegue il percorso per la riconversione della Vitesco, il colosso dell’automotive con stabilimenti a Fauglia e San Piero a Grado.
Il 2021 della multinazionale, che in provincia di Pisa impiega oltre mille lavoratori, si è chiuso con un incontro tra i rappresentanti aziendali, Regione Toscana e organizzazioni sindacali (Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb) per cercare di delineare le possibili prospettive industriali e occupazionali degli stabilimenti pisani e strapparli così ad una maxi-procedura di ridimensionamento che prevede la fuoriuscita di centinaia di lavoratori in tutto il mondo.
La direzione aziendale ha confermato l’interesse per quattro dei progetti sviluppati dal reparto ricerca e sviluppo di San Piero e Grado, di cui tre in stato “avanzato”. Il primo prevede una collaborazione con una società tedesca, attiva anche in provincia di Pisa, per lo sviluppo e la costruzione di elettrolizzatori, dispositivi che producono idrogeno verde. La Vitesco di Pisa ha presentato un’offerta per la fornitura di un componente del dispositivo: una possibile produzione che potrebbe generare importanti investimenti e una potenziale risposta occupazione stimata in oltre 110 unità tra operai e impiegati.
Forte interesse ha suscitato anche un progetto per lo sviluppo di un motore elettrico a flusso assiale, che potrebbe rappresentare il futuro di molte case automobilistiche che ben presto potrebbero preferire questa nuova tecnologia, che si caratterizza per un minor consumo di energia e maggior rendimenti, abbandonando la produzione dei motori elettrici tradizionali.
L’ultimo progetto attualmente all’attenzione della casa madre è uno studio sull’utilizzo dell’idrogeno come combustibile nei motori endotermici. Applicazione che prevede l’eliminazione delle emissioni inquinanti e che potrebbe rappresentare il prossimo futuro dei mezzi pesanti e a lunga percorrenza (tir, autobus).
«La Regione Toscana – sottolinea la Rsu di Vitesco – ha deciso di aprire un tavolo di crisi regionale sull’automotive, coinvolgendo tutte le aziende del settore per creare gruppi di lavoro per stilare proposte concrete e comuni da sottoporre al ministero dello Sviluppo economico. Inoltre si sta occupando di avere il via libera dall’Unione europea per includere nell’area di crisi della costa toscana anche il comune di Fauglia per avere la possibilità di ottenere finanziamenti statali».
«Le parti hanno però lamentato l’assenza di politiche industriali da parte del governo, assolutamente necessarie per far fronte alla potenziale crisi dell’automotive dovuta alla transizione ecologica», conclude la rappresentanza sindacale che evidenzia il «cambio di passo della Regione che, grazie alle pressioni sindacali, aziendali e istituzionali, si sta finalmente attivando per affrontare il tema occupazionale».
Danilo Renzullo
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