Cassa, Stefano Pitti direttore generale «Meno filiali più consulenze»
Tra gli annunci il dietrofront per l’agenzia di Ponteginori «Non chiuderà, ma avrà un nuovo orario sperimentale»
VOLTERRA. Era nell’aria da tempo. Ma per l’ufficialità serviva l’ok di Banca d’Italia. Stefano Pitti è il nuovo direttore generale della Cassa di risparmio di Volterra al posto di Stefano Picciolini, andato in pensione da alcune settimane, del quale Pitti è stato il vice dal 2017.
SPINTA ALLA FUSIONE
Il nuovo direttore generale lavora all’istituto di credito dal 1995, ma sale su uno dei gradini più alti della banca in un momento di grande cambiamento, sicuramente non facile da gestire. Come prima cosa ringrazia il consiglio «per la fiducia accordata e al tempo stesso anche tutti i colleghi con i quali in questi anni ho avuto l’opportunità di collaborare e da ciascuno dei quali ho avuto modo di apprendere qualcosa di importante. Assumo la guida della Cassa in un momento di profonda trasformazione, imposta dalle dinamiche che stanno interessando tutto il sistema bancario, alla ricerca di un equilibrio tra le spinte verso nuove aggregazioni e fusioni, chiusure di sportelli, riduzione del personale e il ruolo di banca di prossimità e del territorio che da sempre contraddistingue la Cassa stessa».
Sostenibilità
Ma è il piano strategico al centro delle attuali discussioni attorno all’azienda, tra sindacati che lo criticano e dirigenza che lo difende. Secondo Pitti si tratta di una riorganizzazione che punta «a rendere sostenibile l’attività della Cassa nell’attuale contesto di tassi di interesse ancora schiacciati verso lo zero e scenari economici e dei mercati finanziari ancora incerti e volatili a causa del proseguimento della pandemia».
Altre chiusure
Il nuovo dg lo dice da tempo: «Il piano è in linea con quanto tutto il sistema bancario sta facendo». Così, oltre a una ristrutturazione degli uffici della sede, è stata prevista la chiusura di alcuni sportelli bancomat, visto il sempre maggiore utilizzo della moneta elettronica e le prossime restrizioni in materia di pagamenti in contante, e di alcune filiali. «Alla già avvenuta chiusura dell’agenzia 1 di Volterra seguiranno a gennaio le chiusure della filiale di Venturina e dell’agenzia di Bientina. Quella di Ponteginori per ora non chiude, ma sarà sperimentato un nuovo orario dello sportello, per raggiungere il risparmio di costo della Cassa e garantire un servizio ai cittadini. Su altre due agenzie sono in corso valutazioni per una loro prossima possibile chiusura o ridimensionamento di orario».
Più consulenze
Chiudendo le filiali, si punta ai servizi. Ed ecco, quindi, il potenziamento delle consulenze a famiglie e imprese, oltre all’aggiornamento di prodotti e servizi con partner italiani ed esteri e una maggiore digitalizzazione dei processi, per permettere ai clienti di entrare in contatto con la Cassa quando, come e dove vogliono.
Più formazione
Il personale è al centro delle polemiche, coi sindacati che lanciano l’allarme dei tagli. Ma Pitti sottolinea «il continuo miglioramento della professionalità e competenza del personale» come «l’altro importante caposaldo del piano strategico, un personale che con la propria capacità di consulenza rappresenta il vero punto di forza della Cassa, per questo motivo sono previsti importanti investimenti in formazione per la necessaria riqualificazione delle risorse in modo da affrontare al meglio le sfide del nuovo contesto di mercato».
Legame col territorio
E poi il mantra: «Una Cassa che mantiene il proprio ruolo di banca di prossimità e il proprio legame col territorio, guardando al tempo stesso realisticamente ai profondi cambiamenti in corso su tutto il sistema bancario».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
