Il Tirreno

Pontedera

il fidanzato della trentenne  

«Ho ancora il cellulare di Ilaria, spesso leggo i nostri messaggini»

F.T. ;

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terricciola. «Ho ancora il suo cellulare. Lo custodisco in un cofanetto. E ogni tanto lo accendo. L’ho fatto anche qualche giorno fa». Alla cerimonia nel parco della Rimembranza, c’era anche Federico Grassi, all’epoca della strage fidanzato con Ilaria Tani.

Avrebbero dovuto sposarsi l’estate successiva, quella del 2002: «Sì, avevamo anche deciso la data», racconta Federico. Che torna con la mente a quel giorno che ha cambiato per sempre la sua vita: «Di solito quando tornavo da lavoro andavo alla pirotecnica da lei, con il motorino. Quindi avrei potuto esserci anch’io quando ci fu l’esplosione. Quel 23 novembre 2001 mi fermai a lavare la macchina, l’avevo comprata nuova da poco».

Dalla sua abitazione a Fichino, nella campagna di Casciana Terme, si vedeva la fabbrica di fuochi d’artificio a Morrona dove lavorava la sua Ilaria: «Quando arrivai a casa, capii subito che era accaduto qualcosa di grave. Poi voltai lo sguardo verso la pirotecnica e vidi la colonna di fumo. Capii tutto. Dissi ai miei familiari di portarmi lì».

In un attimo quell’esplosione aveva spezzato un destino d’amore che sembrava indissolubile: «Io e Ilaria siamo nati lo stesso giorno nello stesso ospedale, quello di Pontedera, a distanza di due ore l’uno dall’altro, il 27 maggio 1971».

Trent’anni dopo avrebbero dovuto coronare il loro sogno: «Ma in un istante è cambiato tutto». E ora di quell’amore straordinario gli restano tanti ricordi nel cuore, oltre al cellulare della fidanzata: «I messaggini che ci scambiavamo sono ancora tutti lì. Ogni tanto lo accendo per rileggerli».

F.T.

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